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10 - Gran Premio

Nulla mi concilia il sonno più delle gare di automobilismo. Non è che non mi piacciano, è che molto spesso, dopo aver seguito con molta partecipazione le concitate fasi della partenza, il susseguirsi monotono dei giri, il tono dei commentatori televisivi e il suadente rumore dei motori hanno su di me un benefico effetto soporifero. Probabile, però, che sia semplicemente colpa dell'orario, che spesso coincide con quello del dopo pranzo...

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Inceneritori e biomarcatori per i livelli di esposizione

Specifici biomarcatori possono fornire informazioni sul livello di esposizione a inquinanti atmosferici a cui sono esposte le persone che abitano e lavorano vicino agli inceneritori. È quanto emerge dallo studio “Biomonitoring of the general population living near a modern solid waste incinerator: A pilot study in Modena, Italy” (Environ Int. 2013 Oct 5) condotto

Latte materno e diossina

Livelli di diossina nel latte materno come indicatori del livello di inquinamento ambientale: è quanto studiato da un team di esperti tra 100 donne alla prima gravidanza, residenti tra Napoli e Caserta. Lo studio, pubblicato nell’articolo “Dioxins levels in breast milk of women living in Caserta and Naples: Assessment of environmental risk factors” (Chemosphere 2013 Oct 9) è stato condotto per valutare le possibili fonti di questi inquinanti in un territorio in cui c’è un’elevata

Increspature e crescita dei buchi neri

E' noto da tempo che nel cuore di quasi tutte le galassie si nasconde almeno un buco nero supermassiccio, ma sui meccanismi che portano questo oggetti astronomici a crescere fino alle loro smisurate dimensioni permangono ancora molti dubbi. L’astrofisico Ryan Shannon (CSIRO) e i suoi collaboratori, però, hanno individuato una modalità d’indagine innovativa che ha permesso di mettere un po’ d’ordine nelle teorie che riguardano l’accrescimento di questi mostri.

Paolo Budinich, il realista visionario

È morto Paolo Budinich, il fisico – il visionario – che ha restituito un’anima a Trieste. Dando un contributo straordinario, addirittura decisivo, a trasformare una “città marinara”, che era stata il più grande porto di un impero, quello austro-ungarico, e che poi aveva vissuto un periodo drammatico di declino e di conflitti, in una “città cognitiva”, il centro italiano a maggiore intensità di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Trieste che aveva perduto la sua anima marinara ne ha così acquisita un’altra, scientifica.