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Marcoledì 22 gennaio 2013
Si può fare ricerca in Italia ma dobbiamo essere aiutati
Giulio Di Toro è professore associato presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova.
E’ fra i più brillanti e promettenti ricercatori del nostro panorama.
Obiettivo principale della sua ricerca è di unire osservazioni provenienti da indagini geologiche di terreno e sperimentali con indagini sismologiche per meglio comprendere la fisica dei terremoti.
Tutte le leggi violate sul caso Vannoni
Sperimentazione scientifica sugli animali. L'europa deferisce l'Italia alla corte di giustizia
Sul bonus ricercatori un passo avanti
L'inquinamento urbano aumenta il rischio di infarto
L'esposizione prolungata all'inquinamento atmosferico non incide solo sulla mortalità, ma ha un effetto anche su eventi coronari, come l'infarto e l'angina. A dirlo sono i dati di uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal, coordinato dal Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio e parte del più ampio progetto ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects) che ha analizzato l'effetto dell'esposizione all'inquinamento, in particolare
Martedì 21 gennaio 2014
Prodotto il primo fascio di antimateria
L’esperimento Asacusa al
Cern di Ginevra è riuscito per la prima volta a produrre un fascio di atomi di
anti-idrogeno. Il risultato è presentato in un articolo pubblicato oggi su Nature
Communications, nel quale la collaborazione scientifica spiega di aver rivelato
in modo inequivocabile 80 atomi di anti-idrogeno 2,7 metri a valle della
sorgente.
“Il risultato appena
pubblicato – spiega Luca Venturelli dell’INFN di Brescia e dell’Università di
Aumenta la diffusione di tubercolosi in Sud Africa
Un gran numero di pazienti in Sud Africa con tubercolosi resistente ai farmaci (XDR -TBC) viene dimesso dagli ospedali diventando così un potenziale pericolo di diffusione dell'infezione a livello globale.
A rivelarlo è la rivista inglese The Lancet: "questi pazienti possono sopravvivere per mesi o addirittura anni”, spiega uno degli autori dello studio Keertan Dheda dell’Università di Cape Town.