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Un modello di simulazione agent-based: applicazioni alla scuola e al mondo del lavoro

Eilidh Barnardo (1911–1994), Crowded Pavement, The Shire Hall Gallery. Photo credit: Staffordshire Archives & Heritage

La nipotina Caterina, di 9 anni, che – come tutti i bambini – mentre gioca e traffica, ascolta e poi ci ripensa, se n'è uscita con "Il nonno prevede il futuro con il suo giochino". Mi fa sentire come il professor Meraviglia del Mago di Oz e mi diverte molto... In realtà non prevedo nulla: presento futuri possibili, nient’altro. La domanda sconcertante è: "come fai a validare il modello?”; con il commento: “se non lo validi, non serve". Ahi, la ricerca di risposte semplici e sicure a problemi complessi...

La disuguglianza nuoce gravemente alla salute, anche animale

Le diseguaglianze e la carenza di legami sociali hanno un impatto sulla salute, non solo nell’essere umano ma anche negli animali. Un nuovo studio su Science mostra che studiare gli animali sociali, dai primati ai delfini e i roditori, ci può aiutare a comprendere meglio il ruolo delle interazioni e dello status sociale sulla salute, sia loro che nostra.

Nell'immagine: alcuni mammiferi sociali hanno società strutturate attraverso gerarchie di dominanza e un rango elevato può associarsi a maggiori aspettative di vita. Nei suricati, gli individui dominanti hanno un'aspettativa di vita fino a tre volte quella dei subordinati. Crediti: quhl/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri

Il Terzo Settore sta rivoluzionando la ricerca: aiutiamolo

La pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere e per molti aspetti potrebbe cambiarlo anche negli anni futuri. Molte riflessioni insistono sul fatto che non si debba “sprecare” questa crisi inaspettata, e le altrettanto inaspettate energie che ha saputo risvegliare. In questo scenario la ricerca scientifica non fa eccezione1.

Scienza tra etica e politica: una riflessione in ricordo di Carlo Bernardini

È uscito in questi giorni il volume “Scienza tra etica e politica” dell’editore Dedalo. Una collettanea curata da Rino Falcone, Pietro Greco e Giulio Peruzzi. Lo scorso 22 giugno si è tenuto un webinar cui ha partecipato anche il Ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi. Riportiamo sotto l’intervento introduttivo di Rino Falcone. Crediti immagine: ErAnger/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La scienza ha improvvisamente occupato un posto di primo piano nel dibattito pubblico e nella coscienza attiva dei cittadini; anche di quelli che della scienza avevano una percezione e considerazione scarsa e confusa. Questo è ovviamente un effetto di risposta a seguito della pandemia COVID-19: agli sconvolgimenti, alle trasformazioni della vita individuale e sociale che ha prodotto in tutti noi. In particolare, all’esigenza che è prepotentemente cresciuta di identificare potenziali salvatori della nostra salute e della nostra convivenza civile e sociale.

Nicola Vanacore: alla scoperta del continente sommerso delle RSA

L'Istituto Superiore di Sanità ha condotto il “Survey nazionale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie”, pubblicato nei giorni scorsi. Cristiana Pulcinelli ne ha parlato con Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio demenze dell’ISS e uno dei curatori del rapporto finale, per capire i principali risultati, quali sono state le principali criticità osservate nelle RSA durante l'epidemia e quali possono essere le azioni future da intraprendere.

Crediti immagine: congerdesign/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Nei mesi in cui la pandemia di Covid-19 ha colpito più duramente, le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono state luoghi critici. All’interno di quelle strutture che ospitano persone anziane e fragili si sono sviluppati focolai importanti con la conseguenza di un aumento significativo dei decessi. Un fenomeno che non ha riguardato solo l’Italia, ma che nel nostro Paese è sicuramente costato molte vite.

Sull’andamento recente dell’incidenza di Covid-19 in Lombardia

La situazione attuale dell’epidemia di Covid-19 in Italia non sembra allarmante: il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in continua diminuzione e i valori misurati dell’incidenza a livello nazionale sono bassi. Inoltre uno studio molto recente su un campione relativo alla regione Lombardia rileva una bassa carica virale nei soggetti trovati positivi al tampone.

La comunicazione e l’informazione scientifica ai tempi del Covid

L'intervista a Giuseppe Remuzzi sul Corriere della Sera fa riflettere sulla comunicazione in tempi di Covid-19: non solo è diventata consuetudine in ambito biomedico la pubblicazione preliminare di lavori non ancora sottoposti a peer review, ma i risultati di tali lavori vengono anche diffusi dai media. Tuttavia, l'influenza della ricerca sulle decisioni politiche, più che mai evidente nel corso della pandemia, comporta anche maggiori responsabilità e la necessità, per tutti gli attori dell’informazione e della comunicazione scientifica, di tenere alta la guardia del rigore scientifico.
Crediti immagine: Gerd Altmann/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Il nuovo coronavirus non ha solo stravolto le nostre vite e la nostra società, ha anche rivoluzionato la comunicazione scientifica in ambito biomedico, riducendo enormemente i tempi della pubblicazione dei risultati delle ricerche. Così, è ormai diventata consuetudine una pratica del tutto estranea al campo biomedico, anche se del tutto normale in fisica: la pubblicazione preliminare dei lavori in appositi archivi (Biorxiv e Medrxiv) prima che vengano sottoposti alla peer review, la revisione da parte dei pari.

Debolmente positivi: realtà o illusione?

Dalla mostra "Nous Les arbres", Fondazione Cartier per l’arte contemporanea, Parigi. Rielaborazione fotografica di Renata Tinini.

Pochi morti, da infezioni maturate nei mesi scorsi. Pochi accessi al pronto soccorso per Covid, la cui diagnosi è spesso incidentale in pazienti ricoverati per altri motivi. A sentire gli ospedali, la malattia sembra evaporata. A questi si aggiungono altri segnali sulla dinamica dei contagi, che a un mese e mezzo dalla riapertura resta sotto la soglia 1 di Rt in tutta Italia.

Sei infetto? Un po'…

Fa discutere l'intervista a Giuseppe Remuzzi al Corriere della Sera sulla necessità di distinguere tamponi che evidenzino cariche virali basse, sotto le 100.000 copie di virus (dove non ci sarebbe infezione e contagiosità), da quelle più alte. Una prima risposta la dà Stefania Salmaso, che invita a mantenere la dicotomia infetto/non infetto in base al risultato del tampone a prescindere dal livello di carica virale, che può avere spiegazioni diverse, non necessariamente di contagiosità assente. Foto di Renata Tinini (Bodemuseum, Berlino).

Il tema della contagiosità dei nuovi infetti rilevati in Lombardia è oggetto di discussione, perché sembra essere in contrasto con quanto finora noto. Premesso che il dibattito è basato sul contenuto di un’intervista giornalistica e non di un lavoro scientifico, vale la pena esprimere qualche perplessità, a vantaggio di chi potrebbe saltare a conclusioni circa i provvedimenti di sanità pubblica da adottare.