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La scienza a suon di rap
Tutto è iniziato con questo video. Lei è Kate
McAlpine, aka alpinekat, una scrittrice scientifica che nel 2008, mentre
lavorava all'LHC, l'acceleratore di particelle situato al CERN di Ginevra, ha deciso
di girare un video rap, il suo titolo: Large Hadron Rap.
Descrivendo con beats
e metriche accattivanti in cosa consiste l'esperimento, il video in poco tempo,
grazie al tam tam mediatico, ha raggiunto su YouTube le 2 milioni di
visualizzazioni, adesso ne ha più di 7 milioni. Non è l'unica science rapper,
Tutti i bonus per la ricerca
Silvio Garattini: "Inutili o dannose, ciò che ci serve è già in tavola"
De Luca: "Un limite alle staminali, c'è chi approfitta del dolore delle famiglie"
Vannoni, lo stregone di Stamina: "Nessuna truffa, vado all'estero"
L'avventura di Gaia
In origine GAIA era l'acronimo di Global Astrometric Interferometer for Astrophysics, ma l'evoluzione del progetto ha un po' cambiato le carte in tavola. All'ESA, però, non se la sono sentita di cestinare quel nome e l'hanno trasformato nel nome proprio di una sonda dalla quale gli astronomi si aspettano grandi cose. Gli obiettivi della missione
"Un errore portare la cura in una struttura pubblica"
Un anno di Scienza in rete
Nel corso
del 2013, il tema della ricerca scientifica italiana è il topic più letto sul nostro giornale.
Prima delle elezioni politiche
dello scorso febbraio, il Gruppo 2003 che raggruppa scienziati italiani che lavorano in Italia e figurano negli elenchi dei ricercatori più citati al mondo, ha stimolato il mondo politico a rispondere
a 10 domande sul problema della scienza nel nostro Paese. Stimolo raccolto solo parzialmente, il tema della ricerca scientifica è stato il grande assente dalla campagna elettorale.