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Valutazione, l'esperienza dell'Ateneo di Torino

Nel giugno 2012 Gaetano di Chiara e Maria Grazia Roncarolo per il Gruppo 2003 hanno scritto un interessante articolo dal titolo La valutazione della ricerca scientifica in Italia: una valutazione della valutazione. Gran parte delle osservazioni e delle proposte presentate in quel documento sono assolutamente condivisibili e rappresentano un utile dibattito su un tema oggi assai discusso nelle Università italiane. La seguente frase, che compare nella

La robotica salverà il mondo?

Il rapido sviluppo registratosi nei settori delle nanotecnologie, delle biotecnologie, delle tecnologie informatiche e delle scienze cognitive ripropone in forme diverse la questione del ruolo che la società democratica occidentale è pronta ad attribuire a sapere scientifico e tecnologia. L’enorme capacità di avanzamento tecnologico produce un’attrazione “fatale”per i “poteri” della tecnica piuttosto che un’interrogazione sui legami necessari tra scienza e società. In questo quadro non meraviglia che si siano sviluppate

ANVUR e incidenti di percorso: un appello a Stefano Fantoni

Da qualche tempo è sorta la paura che un andamento non proprio lineare e cartesiano della valutazione della ricerca possa avere come conseguenza se non una sua “dismissione”, almeno un suo forte ridimensionamento. Non si possono non condividere le considerazioni di Alberto Mantovani a partire dal titolo del suo intervento, che riprende un tema caro a Rita Levi Montalcini. Ovviamente, il problema della valutazione non è una questione

"Graphene", l'Europa anticipa il futuro

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E’ stata lanciata oggi a Bruxelles la flagship “Graphene”, progetto vincitore del FET (Future and Emerging Technologies) che, con un finanziamento complessivo di 1 miliardo di euro per dieci anni, ha l’obiettivo di accorciare i tempi di introduzione nel mercato delle tecnologie innovative basate sul grafene, il materiale più sottile e più versatile esistente.
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