Serve un nuovo Galileo
Il sistema dei pianeti “l’ho fatto con perfetto telescopio toccar con mano a chiunque l’ha voluto vedere”, diceva di sé Galileo Galilei nel Saggiatore (1623: citiamo dall’Edizione Nazionale delle Opere, viii, p. 233). Qualche secolo dopo, non troppo diversamente si esprimerà un poeta (ma anche filosofo e scienziato) come Johann Wolfgang Goethe: “Vedo con occhio che sente” – ma alludeva alle belle forme di una fanciulla oggetto del suo desiderio e che lui “spiava” nelle ore notturne (e intanto “mi erudisco”, confessa), con una passione non meno intensa di quella che aveva spinto “l’artista
Nel 1609 Galileo punta il cannocchiale verso il cielo. E vede cose prima mai viste. Giulio Giorello, Tommaso Maccacaro, Giulio Peruzzi e Pietro Greco riflettono su quanto lasciato in eredità dal primo dal primo scienziato moderno.
A lungo si è dibattuto sulla presunta diversità morale dello scienziato. ora un libro dello storico della scienza Steven Shapin ("The scientific Life") ricostruice l'immagine sociale dello scienziato nei secoli, affrontando anche la commistione ricerca e industria che ha interessato la Big Science negli ultimi decenni. Un libro - a detta di Gilberto Corbellini che l'ha recensito sul Sole24ore - interessante, che mostra come ancora oggi il concetto di carisma giochi un ruolo importante nella definizione del ruolo dello scienziato.
Perché non impegnare gli scienziati in pensione per dare una mano a scuola? Penso che si potrebbe organizzare un servizio pubblico quasi senza spesa con una lista di "consulenti didattici disponibili" da distribuire in tutte le scuole dopo averli reperiti e arruolati tra i professori che cessano la loro carriera universitaria per limiti di età. di CARLO BERNARDINI
Di libri sull’Università e i suoi problemi ne sono stati scritti parecchi negli ultimi anni. Basti ricordare L’università dei tre tradimenti (1994, Raffaele Simone, Laterza), Tre più due uguale a zero (2004, a cura di Gian Luigi Beccaria, Garzanti) e il più
recente L’università truccata (2008, Roberto Perotti, Einaudi).
Meraviglioso effetto controluce nell'immagine rilasciata dal telescopio spaziale Hubble. La galassia catturata dalla Advanced Camera for Surveys è NGC 7049, un sistema stellare distante 95 milioni di anni luce nella costellazione dell'Indiano. Questa galassia è il componente più brillante dell'ammasso di galassie di cui fa parte e per questo si ritiene possa trattarsi di una galassia molto massiccia e molto antica.

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Scienziati italiani
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