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Green Belts: rammendiamo i margini urbani con il verde

Il concetto di Green Belt venne introdotto per la prima volta dalla Regional Planning Committee della circoscrizione di Londra nel 1935. L’obiettivo era cingere la città con un’ampia area verde, pubblica e con funzione ricreativa per i cittadini. Vent’anni dopo, le Green Belt cominciarono a essere incluse nei piani di sviluppo di tutti i più ampi centri urbani del Regno Unito col risultato di svilupparsi, alla fine degli anni Novanta, su circa il 12% del territorio urbano inglese. 

Meglio energetica o passiva?

di MCS

La casa energetica (zero-energy building o zero net energy building) è un edificio a cui è sufficiente, almeno teoricamente, l'energia prodotta autonomamente. La casa è dotata di impianti solari termici e fotovoltaici, o microeolici. Per garantire la massima efficienza a volte le case energetiche vengono anche dotate di pompe di calore interne, che regolano la circolazione dell’aria.
Nonostante vi siano alcune case energetiche totalmente autonome, la maggior parte mantengono comunque l’allacciamento

Il cittadino contadino e gli orti urbani

Gli orti prendono sempre più quota, come mostrano gli indicatori ISTAT del verde urbano [1]. Nella relazione dell’istituto pubblicata a luglio del 2014 e relativa al 2013 [2] si legge che gli orti urbani “pesano mediamente per lo 0,6% sul verde urbano” – equivalente a circa 3,3 milioni di m2 – “e trovano la più ampia estensione a Torino (quasi 2 milioni di m2 complessivamente destinati)”. Nel triennio 2011-2013 le amministrazioni comunali che li hanno attivati sono passate da 44

I giardini della pioggia

Un forte temporale estivo o una giornata autunnale di pioggia riducono la strada davanti casa a un torrente in piena e il giardino del condominio a uno stagno? Nei Paesi anglosassoni è stata trovata una possibile soluzione: si tratta dei rain gardens, “giardini della pioggia”, o aree di bioritenzione. Di fatto semplici  aiuole, realizzabili nel cortile della propria abitazione o in parcheggi e marciapiedi, che consentono di raccogliere, assorbire e filtrare l'acqua piovana.

L’impatto ambientale del traffico a lunga distanza

In Europa il 20% delle persone che si spostano copre lunghe distanze in auto o aereo (E IL RESTANTE 80%?). La rete ferroviaria è ignorata perché vi sono pochi corridoi ad alta percorrenza. Il 75% delle merci trasportate copre invece lunghe distanze principalmente via mare (53%), via ferrovia (37%) e infine via strada (10%).

L’alba delle città resilienti

di MCS

Le città del futuro non saranno solo intelligenti, ma pure capaci di resistere alle emergenze  climatiche, sociali ed economiche a cui saranno sottoposte. Accanto alla affermazione delle smart cities, che puntano al miglioramento della qualità della vita grazie all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici, negli ultimi anni va diffondendosi in tutto il mondo un modello diverso di pianificazione urbana che fa dell’adattamento e della capacità di reazione il proprio cardine. Le città prendono il nome di resilient cities,

I giovani, la formazione e il futuro dell’Italia

Quello dei giovani è il nodo di gran lunga principale che l’università italiana deve sciogliere. E quello dei giovani nell’università italiana è il nodo principale che il paese deve sbrogliare.
Il nodo dei giovani nell’università italiano è uno e trino. Riguarda infatti gli studenti, che stanno rinunciando in massa a quella che viene chiamata “tertiary education”: la formazione di terzo livello.