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L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon

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Nessuna previsione era possibile per il sima che ha colpito L'Aquila il 6 april 2009, nemmeno dalle emissioni di Radon: a dirlo è uno studio, condotto dal gruppo di ricerca ccordinato da Giuseppe Pitari dell'Università del capoluogo abruzzese e pubblicato sulla rivista Environmental Earth Science. Il riferimento è all'allarme lanciato da  Gianpaolo Giuliani, il quale aveva denunciato l'indifferenza ai suoi studi e la conseguente - per le sue teorie - mancata prevenzione del terremoto.

I dati di questa ricerca, tuttavia, parlano chiaro: innanzitutto non c'è stato nessun aumento significativo di emissioni di Radon nel Marzo 2009, ma anzi una diminuzione significativa (del 30% circa) rispetto ai dati del 2004. 
Si tratta, in realtà solo di una conferma di una certezza che è venuta meno proprio durante gli eventi del 2009 e l'intervento di Giuliani:
”Che le ‘previsioni’ basate sul radon fossero una cosa destituita di ogni fondamento era ben noto, anche se ne parla inutilmente dagli anni ’40”  – ha spiegato Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ingv).

 

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Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.