fbpx L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon | Page 314 | Scienza in rete

L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon

Primary tabs

Read time: 2 mins

Nessuna previsione era possibile per il sisma del 6 aprile 2009, nemmeno dalle emissioni di Radon: a dirlo è uno studio, condotto dal gruppo di ricerca coordinato da Giuseppe Pitari dell'Università dell'Aquila e pubblicato sulla rivista Environmental Earth Science. I risultati chiudono, con prove sperimentali, la discussione nata attorno all'allarme lanciato da Gianpaolo Giuliani, ex tecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i laboratori del Gran Sasso, che segnalò una correlazione tra il rilascio di Radon nella crosta terrestre e il sisma. In seguito al terremoto Giuliani aveva denunciato l'indifferenza all'allarme e ai suoi studi e la conseguente - secondo le ipotesi - mancata prevenzione del terremoto.

I dati di questa ricerca, tuttavia, parlano chiaro: innanzitutto non c'è stato nessun aumento di emissioni di Radon nel Marzo 2009, ma anzi una diminuzione significativa (del 30% circa) rispetto ai dati del 2004. 
Si tratta, in realtà, solo della conferma di una certezza che è venuta meno proprio durante gli eventi del 2009 con l'intervento di Giuliani:
”Che le ‘previsioni’ basate sul radon fossero una cosa destituita di ogni fondamento era ben noto, anche se ne parla inutilmente dagli anni ’40”  – ha spiegato Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ingv).

Le dichiarazioni di Giuliani, non sono mai state confermate da pubblicazioni ufficiali, ma i mass media hanno comunque dato nei mesi successivi il sisma ampio spazio alle ipotesi di un possibile strumento di prevenzione.
Si è dovuto attendere fino ad oggi per una smentita, nel rispetto dei tempi del metodo sperimentale: ”Questi 4 giovani ricercatori aquilani hanno fatto una cosa importante perché hanno dimostrato ancora una volta che il metodo scientifico da Galileo in poi, benché lento e faticoso, consente sempre progressi (anche minimi ma positivi) nella conoscenza del mondo che ci circonda e nella chiarezza dei nostri convincimenti”, ha concluso Boschi.

Autori: 
Sezioni: 
Sismologia

prossimo articolo

Vederci chiaro ai Campi Flegrei

mappa terremoti campi flegrei

Una rete neurale profonda ha analizzato i dati grezzi raccolti tra gennaio 2022 e marzo 2025 dai sismografi ai Campi Flegrei, rilevando 54.319 terremoti, circa il triplo di quelli identificati manualmente dall'Osservatorio Vesuviano (INGV), responsabile del monitoraggio sismico e vulcanico dell'area. L'algoritmo di intelligenza artificiale potrebbe migliorare il monitoraggio sismico ma anche la gestione del rischio nell'area. Immagine realizzata da Chiara Sabelli per Scienza in rete (CC-BY-SA). Fonti dati: INGV-Osservatorio Vesuviano e Tan et al., Science 10.1126/science.adw9038 (2025). Mappa: Google, ©2025 Airbus, CNES/Airbus, Landsat/Copernicus, Maxar Technologies.

Un algoritmo di intelligenza artificiale su misura per i Campi Flegrei ha rilevato in tre anni di dati grezzi raccolti dai sismometri circa il quadruplo dei terremoti rilevati dal monitoraggio manuale dell’Osservatorio Vesuviano, migliorandone al contempo la localizzazione. I risultati, pubblicati sulla rivista Science a inizio settembre, potrebbero aiutare sia a scoprire la causa della crisi bradisismica in corso, che a migliorare la gestione del rischio nell’area della caldera.