fbpx Stamina: Vannoni consegna il protocollo all'ISS | Scienza in rete

Stamina: Vannoni consegna il protocollo all'ISS

Read time: 1 min

"Si è svolta oggi presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità la riunione del Comitato scientifico presieduto dal Presidente Fabrizio Oleari. Al termine della riunione è stato audito il professor Davide Vannoni con i componenti della sua delegazione": l'Istituto Superiore di Sanità annuncia con un comunicato la consegna del protocollo relativo al razionale e alla metodica del "Metodo Stamina", dopo aver concordato i termini per il rilascio, messo in dubbio dallo stesso Vannoni fino più volte gli ultimi giorni.

La conferma è arrivata ieri, scegliendo come strumento di diffusione Facebook:
"Nessun altro ricercatore avrebbe mai dato la metodica in un contesto di così elevato conflitto di interesse e poca trasparenza", si legge nella pagina curata da Vannoni.
Prima di arrivare all'incontro all'ISS, il rappresentante della Fondazione Stamina ha anche annunciato la pubblicazione, nei prossimi mesi, di un articolo relativo alla sperimentazione di Stamina su una rivista scientifica di non meglio precisata identità "Un lavoro scientifico che sarà pubblicato, tra settembre e ottobre, su una rivista internazionale autorevole".

Intanto, proprio oggi la Regione Sicilia apre alla possibilità di curarsi col Metodo Stamina, così come fatto dal consiglio regionale dell'Abruzzo qualche giorno fa, con le strutture "Vittorio Emanuele Ferrarotto - S.Bambino" di Catania e il "Villa Sofia - Cervello" di Palermo.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Staminali

prossimo articolo

Cosa si impara smontando un viadotto vecchio cinquant’anni

vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine una vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.