fbpx Ai Lincei gli studenti più bravi della scuola italiana | Scienza in rete

Ai Lincei gli studenti più bravi della scuola italiana

Read time: 1 min

L'Accademia dei Lincei ospiterà i giovani talenti delle scuole italiane. Loro sono 89 studenti, 51 ragazze e 38 ragazzi, selezionati in una rosa di 3000, in seguito alle segnalazioni dei presidi di scuole superiori e di scuole italiane all'estero per aver raggiunto la media di voti più alta. L'occasione è una serie di eventi, organizzati in collaborazione della Scuola Normale degli Studi di Pisa che inizia domani, 26 luglio, fino alla fine del mese, durante i quali queste "giovani promesse" potranno incontrare alcuni esponenti del mondo professionale e dell'università: un modo per trovarsi faccia a faccia col mondo del lavoro e per orientarsi nella scelta della facoltà e del percorso di studi. Gli incontri saranno arricchiti da lezioni, conferenze e seminari per arricchire questa full immersion per l'orientamento agli studi e alla professione. 
L'Accademia dei Lincei è da sempre molto attenta al mondo scolastico - il progetto I Lincei e l'Istruzione ne è un esempio - ma questo è il primo evento simile dedicato ai ragazzi delle scuole di secondo grado.

Durante le giornate interverranno, tra gli altri, il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci e il Magistrato, Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, Renato Finocchi Ghersi,Fabio Beltram, esperto in Fisica della materia della Scuola Normale Superiore di Pisa, e Lamberto Maffei, neurobiologo dell'Accademia dei Lincei.

 

Per informazioni, è possibile consultare il programma in allegato.

Autori: 
Sezioni: 
AllegatoDimensione
Microsoft Office document icon programma.doc24.5 KB
Istruzione

prossimo articolo

La necessità di una nuova alleanza tra scienza e società

Sebbene la scienza sia un prodotto sociale, spesso risulta estranea o in contraddizione con società e politica. Questo avviene per una serie di ragioni che vanno dalla disinformazione, alle strumentalizzazioni politiche, alla naturale resistenza ai cambiamenti che la ricerca propone. Rino Falcone riflette su una possibile nuova alleanza fra scienza, società e politica, in grado di superare la sostanziale irrilevanza pubblica della ricerca scientifica. Immagine: Double Heads, di George Condo (in mostra al Musée d'art moderne del Palais de Tokyo, Parigi, fino all'8 febbraio).

La scienza nasce nella società. È il “prodotto” sofisticato e accurato che deriva, esplicitamente e implicitamente, dal sistema di formazione che addestra gli umani, li educa ai metodi e ai contenuti dei saperi già sviluppati in precedenza e ne potenzia creatività e rigore metodologico. Eppure, sebbene figlia predeterminata e legittima della società, la scienza risulta a volte separata e distaccata dalle finalizzazioni che la società assume, dal senso e sentire comune.