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Piante OGM: l'Europa dovrebbe rivedere la sua posizione...

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Le piante GM di seconda generazione sono ottenute attraverso nuove tecnologie che permettono di ottenere piante coltivate modificate prive però di geni di altre specie, tranquillizzando numerosi oppositori.

L'Europa, afferma Brian Heap su Nature di giugno, dovrebbe quindi ripensare alla sua posizione sulle piante GM.

Le nuove tecnologie infatti prevedono modificazioni epigenetiche che non causano cambiamenti nella sequenza di DNA o mutagenesi mirate in cui si altera solo un nucleotide all'interno del gene. Tra le GM di seconda generazione si possono considerare anche piante transgeniche ottenute mediante l'inserimento di geni di piante della stessa specie o specie affini ossia che si possono incrociare spontaneamente in natura. 

Recentemente è stato pubblicato dall'European Academies Science Advisory Council (EASAC) di Halle, Germania, di cui Brian Heap è presidente, il parere di un gruppo di esperti che affermano che  le nuove tecnologie di miglioramento genetico non possono essere considerate “modificazioni genetiche” nei termini usati in passato e così le piante che producono non dovrebbero essere sottoposte alla regolamentazione degli organismi GM.

Anche l'European Food Safety Authority a Parma, ha già espresso un parere giudicando simili i rischi tra le piante migliorate con metodi convenzionali e quelle prodotte mediante l'introduzione di geni della stessa specie (o specie affini) o mutagenesi mirata. 

Ora tocca all'Europa che, non avendo ancora deciso come classificare - e così regolare - le piante GM di seconda generazione, rischia di allontanare scienziati e aziende del settore riducendo la competitività europea. “Come in altri settori d'innovazione, l'obiettivo deve essere regolare il prodotto e non la tecnologia che lo produce”, afferma Brian Heap. A.G.

 

 

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.