fbpx OGM: clausola di salvaguardia, l'obiezione di Assobiotec | Page 4 | Scienza in rete

OGM: clausola di salvaguardia, l'obiezione di Assobiotec

Read time: 2 mins

L’Italia sceglie di ricorrere alla “clausola di salvaguardia” per impedire la coltivazione del mais Ogm. Con una lettera del Ministro della Salute, il Governo ha infatti trasmesso alla Direzione Generale Salute e Consumatori della Commissione Europea la richiesta di sospensione d'urgenza dell'autorizzazione alla messa in coltura di sementi di mais Mon810 in Italia e nel resto dell'Unione Europea, prendendo in considerazione le sollecitazioni del Ministero delle Politiche Agricole e il dossier predisposto dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA).

Secondo Assobiotec, il ricorso alla clausola non è però una scelta legittima: “Le normative europee dispongono chiaramente che la clausola di salvaguardia può essere invocata solo di fronte a nuove informazioni scientifiche che facciano supporre un rischio per la salute o per l'ambiente", ha spiegato il presidente di Assobiotec Alessandro Sidoli. “Mi domando quali sarebbero queste nuove informazioni, e non vorrei che ci trovassimo di fronte all'ennesimo caso di assemblaggio confuso di vecchie e non validate asserzioni, che ancora una volta la Commissione europea smentirebbe, come puntualmente avvenuto in passato”.

Con questa iniziativa, inoltre, non si tiene conto dell'ultima sentenza della Corte di Giustizia, che condanna esplicitamente gli atti normativi italiani che hanno impedito in passato l’introduzione delle biotecnologie in agricoltura.

“Se l'Italia dovesse insistere in questo atteggiamento”, conclude Sidoli, “ignorerebbe soprattutto le esigenze dell'agricoltura e in particolare della produzione del mais, che ne trarrebbe vantaggio in termini di produzione, di qualità e sanità del raccolto e di reddito per i coltivatori. E' francamente avvilente che il nostro Paese porti avanti una battaglia di retroguardia a vantaggio di pochi, ignorando non solo l'interesse generale dell'agricoltura, ma anche la libertà di scelta da parte degli imprenditori agricoli, che sono perfettamente in grado di valutare i vantaggi di queste tecnologie, e quindi di adottarle se rispondono alle loro esigenze".

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biotecnologie

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.