fbpx Artico e clima: la veloce linea verde | Page 16 | Scienza in rete

Artico e clima: la veloce linea verde

Read time: 2 mins

L'Artico sta diventando sempre più verde, e il fenomeno è destinato ad aumentare. Due importanti studi scientifici diffusi nel mese di marzo confermano l'avanzata della “linea verde”, uno tra gli effetti del riscaldamento globale.

Una ricerca della NASA, basata su osservazioni da satellite e sul terreno effettuate negli ultimi 30 anni, ha stabilito che in alcune zone circumpolari le aree coperte da alberi e cespugli si sono spinte fino a 700 chilometri più a nord rispetto al 1982. Su 26 milioni di chilometri quadrati presi in esame, più di un terzo ha visto un aumento della vegetazione.

Il trend coincide con l'aumento delle temperature. Secondo un altro recente studio, sviluppato da un team di scienziati inglesi e statunitensi e pubblicato su Nature Climate Change, nei prossimi decenni la vegetazione dell'Artico crescerà più del 50%. Per elaborare queste previsioni i ricercatori hanno sviluppato nuovi modelli climatici che includono le specie vegetali in grado di crescere a determinate temperature e livelli di precipitazione.
Le dure condizioni artiche circoscrivono l'analisi a poche specie di alberi e arbusti, rendendo il sistema più semplice e meno soggetto all' incertezza rispetto a regioni come i tropici. 
Secondo gli autori, il progressivo aumento della vegetazione nell'area circumpolare avrà effetti sull'intero ecosistema globale, a partire dagli habitat di molte specie animali. Per esempio quelli di alcuni volatili, che migrano verso Nord in determinati periodi dell'anno per trovare ampi spazi aperti dove nidificare a terra. 

Una vegetazione più ampia contribuirà anche all'aumento delle temperature, a causa delle relazioni osservate tra piante e albedo (capacità della superficie terrestre di riflettere le radiazioni solari). Una superficie coperta da alberi e cespugli ha un albedo minore rispetto ad una zona coperta di neve e ghiaccio e assorbe più raggi solari.
La diminuzione dell'effetto albedo nelle zone circumpolari è una delle ipotesi associate alla cosiddetta “amplificazione”, il fenomeno per cui nell'Artico l'aumento della temperatura e gli effetti del riscaldamento globale si sono manifestati ad una velocità due o tre volte superiore rispetto ad altre zone del globo.

“Un significativo mutamento nella distribuzione della vegetazione -  ha spiegato uno degli autori, Scott Goetz del centro di ricerca Woods Hole (US) -  provocherà un feedback cumulativo sul clima, è probabile che porterà ad un riscaldamento maggiore di quando finora previsto”.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Riscaldamento globale

prossimo articolo

Partecipa alla ricerca su chiocciole e lumache in città con un CLIC!

Esemplare di chiocciola Xerotricha conspurcata ripresa a distanza ravvicinata su una mano

Il progetto di citizen science CLIC! Chiocciole Lumache in Città, promosso dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici in collaborazione con l’Università di Siena e NBFC, vuole dimostrare come la scienza partecipata possa cambiare il nostro sguardo verso animali spesso poco considerati o ritenuti dannosi per l’agricoltura. Nato nel 2020 e diffuso su scala nazionale, CLIC! chiede la collaborazione dei cittadini per monitorare la distribuzione delle specie di molluschi terrestri in città, individuare popolazioni non ancora note e studiare altri fenomeni interessanti.

Nell'immagine, esemplare di Xerotricha conspurcata (foto di Tommaso De Lorenzi).

Quante volte ci capita di vedere una chiocciola su un cartello stradale, immobile sotto il sole estivo, chiedendoci da dove sia arrivata e come faccia a resistere alle alte temperature? Altre volte, invece, capita di non vederle affatto: ce ne accorgiamo solo troppo tardi, tornando a casa la sera, quando un passo distratto produce un suono secco sotto la scarpa.