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Clima in Europa, il potere degli alberi.

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È cosa nota che piantare nuovi alberi sia un bene per il clima. Se gli effetti sul scala globale sono difficili da stabilire e soggetti ad un certo grado di incertezza, gli studi su scala regionale sono sempre più precisi. In Europa la riforestazione può ridurre l'aumento della temperatura e della siccità entro la fine del secolo. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Carbon Balance and Management.

 

Usando il modello climatico REMO del Max Planck Institute of Meteorology, i ricercatori hanno calcolato cosa accadrebbe nei prossimi cento anni se le aree attualmente non coperte da alberi fossero trasformate in foreste decidue. In Europa centro-settentrionale, l'aumento della temperatura diminuirebbe di circa mezzo grado e le piogge estive aumenterebbero del 10-15%. “Sappiamo che l'operazione di ricoprire di alberi una superficie così grande è irrealizzabile in pratica – spiega Borbála Gálos, ingegnere ambientale che ha guidato il progetto – ma anche un programma più modesto ha in teoria le potenzialità di ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici nel Nord Europa”.

 

Più contenuti gli effetti della riforestazione in Europa meridionale, a causa del diverso contenuto di umidità nel terreno. Anche qui però ci sarebbero dei benefici, benché localizzati: aree circostanti più umide e fresche, sottrazione di anidride carbonica, protezione della biodiversità e prevenzione dell'erosione di suolo.

 

Dato che i principali effetti del riscaldamento globale in Europa sono l'aumento della siccità e del rischio di alluvioni, i risultati di questa ricerca mettono in rilievo il ruolo importante delle foreste non solo nelle politiche di prevenzione, ma anche in quelle di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

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Addio a Gino Nicolais, ci mancherà

Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.