fbpx Un superponte tra galassie | Scienza in rete

Un superponte tra galassie

Read time: 1 min

Grazie al telescopio spaziale europeo Planck, gli astronomi scoprono un collegamento gassoso a elevatissima temperatura tra due ammassi di galassie a un miliardo di anni luce dalla Terra.

La sua individuazione, annunciata in un lavoro di prossima pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, è stata possibile grazie all'osservazione compiuta dal telescopio spaziale Planck delle minuscole variazioni indotte nella radiazione cosmica di fondo dai due ammassi di galassie Abell 399 e Abell 401. Grazie a questo fenomeno - noto come effetto Sunyaev-Zel'dovich, dal nome dei due scienziati che lo scoprirono - il gas caldo che avvolge gli ammassi imprime una traccia caratteristica nella radiazione più antica dell'Universo raccolta dai rilevatori di Planck e questo permette al telescopio spaziale di rilevarne l'esistenza.

Incrociando i dati di Planck con osservazioni X raccolte sia dal telescopio orbitante ESA XMM-Newton sia dal satellite tedesco Rosat, è stato possibile determinare le caratteristiche di quell'imponente collegamento tra i due ammassi di galassie. L'incredibile ponte di gas che lega Abell 399 ad Abell 401 è lungo 10 milioni di anni luce e ha una temperatura di 80 milioni di gradi.

ESA - Research paper (arXiv.org)

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Particolare di una formazione di ghiaccio

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?