fbpx Un superponte tra galassie | Scienza in rete

Un superponte tra galassie

Read time: 1 min

Grazie al telescopio spaziale europeo Planck, gli astronomi scoprono un collegamento gassoso a elevatissima temperatura tra due ammassi di galassie a un miliardo di anni luce dalla Terra.

La sua individuazione, annunciata in un lavoro di prossima pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, è stata possibile grazie all'osservazione compiuta dal telescopio spaziale Planck delle minuscole variazioni indotte nella radiazione cosmica di fondo dai due ammassi di galassie Abell 399 e Abell 401. Grazie a questo fenomeno - noto come effetto Sunyaev-Zel'dovich, dal nome dei due scienziati che lo scoprirono - il gas caldo che avvolge gli ammassi imprime una traccia caratteristica nella radiazione più antica dell'Universo raccolta dai rilevatori di Planck e questo permette al telescopio spaziale di rilevarne l'esistenza.

Incrociando i dati di Planck con osservazioni X raccolte sia dal telescopio orbitante ESA XMM-Newton sia dal satellite tedesco Rosat, è stato possibile determinare le caratteristiche di quell'imponente collegamento tra i due ammassi di galassie. L'incredibile ponte di gas che lega Abell 399 ad Abell 401 è lungo 10 milioni di anni luce e ha una temperatura di 80 milioni di gradi.

ESA - Research paper (arXiv.org)

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.