fbpx Tanta bioluminescenza tutta in una app | Scienza in rete

Tanta bioluminescenza tutta in una app

Tempo di lettura: 1 min

[video:http://www.youtube.com/watch?v=NW1NZNkF8zU]

Creatures of Light è nata in occasione della mostra "Creatures of Light: Nature's Bioluminescence" organizzata dal American Museum of Natural History di New York.
L'app è compatibile con l'iPad e offre uno sguardo ravicinato sugli organismi bioluminescenti.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=Inc5ULYEIVw]

Sull'app ci sono animazioni interattive, gallerie fotografiche e video che mostrano la bellezza di questo sorprendente fenomeno naturale, come funziona e come gli scienziati lo studiano. Ogni sezione del app è accompagnata da una colonna sonora composta appositamente per Creatures of Light.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=X4ylakY7YBA]

The American Museum of Natural History è una delle istituzioni scientifiche e culturali più autorevoli al mondo.
Il Museo di storia naturale americano ha un canale YouTube con oltre 200 video, un accont Twitter con oltre 97.000 follower e una pagina su Facebook e Pinterest.

Anteprime dell'app:

amnh

amnh

amnh

amnh


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Accanto a te. L’ascolto dell’esperienza suicidaria nella pratica clinica

sagoma di testa con cartacce come pensieri cupi

Cosa resta a chi sopravvive al suicidio di una persona cara, e a chi, come i clinici, ne ha seguito la sofferenza da vicino? "Accanto a te" (il Mulino edizioni), di Serena Bruno e Patrizia Velotti, affronta queste domande senza semplificazioni, attraversando storia, neuroscienze e psicodinamica. Al centro, l’ascolto dell’esperienza suicidaria come strumento essenziale per comprendere il rischio e orientare l’intervento terapeutico, tra complessità individuale e responsabilità clinica.

Quando una persona sceglie di togliersi la vita, chi rimane e affronta il lutto per la perdita non può evitare di porsi delle domande. C’era qualcosa che avrei potuto fare? Forse c’era un modo per essere più utile? Ci sono stati dei segnali, delle richieste di aiuto magari, che non ho saputo cogliere? Avrei potuto cambiare il corso degli eventi? Era da tanto che pensava al suicidio?