fbpx Un Troiano anche per la Terra | Page 7 | Scienza in rete

Un Troiano anche per la Terra

Read time: 2 mins

L'attenta analisi dei dati raccolti dall'osservatorio orbitante WISE ha permesso di individuare 2010 TK7, il primo asteroide “Troiano” del nostro pianeta; una presenza spesso ipotizzata, ma che solo adesso si concretizza.

Anche la Terra, dunque, può vantare di possedere almeno uno di quei compagni di strada che nel 1772 il matematico Joseph-Louis Lagrange ipotizzava potessero esistere stabilmente lungo l'orbita di un pianeta, precedendolo e seguendolo di 60°. Perché l'idea di Lagrande si trasformasse da curiosità matematica a situazione reale, però, si dovette attendere il 1906 e la scoperta di Achille, il primo Troiano di Giove (oggi se ne conoscono oltre 4800). Oltre che per Giove si conoscono Troiani anche per Marte e Nettuno, ma le ricerche per vedere se anche la Terra avesse simili compagni di strada non avevano portato finora nessun risultato.

Esaminando i dati dell'osservatorio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer), Martin Connors (Athabasca University – Canada) e i suoi collaboratori hanno però individuato due possibili candidati, uno dei quali – 2010 TK7, appunto – è stato poi confermato grazie alle osservazioni al CFH Telescope alle Hawaii. Alla scoperta è stato dato notevole risalto, tanto che il numero di Nature su cui Connors ha pubblicato l'annuncio gli dedica la copertina.

Il corpo celeste, le cui dimensioni vengono stimate intorno ai 300 metri, occupa quello che viene definito punto lagrangiano L4, cioè precede la Terra nella sua orbita di circa due mesi e l'analisi dinamica ha mostrato che la sua orbita è rimasta stabile per almeno dieci mila anni.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.