fbpx Lo squaglio dell’Himalaya | Scienza in rete

Lo squaglio dell’Himalaya

Read time: 1 min

Secondo uno studio pubblicato su Environmental Research Letters i ghiacciai dell'Himalaya stanno sperimentando gli effetti del riscaldamento globale cinque volte più intensamente delle altre parti del globo. Gli autori, tra i quali William Lau del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, sostengono che il contributo maggiore a questo drammatico trend provenga dalla fuliggine dispersa in atmosfera e accumulatasi sopra le regioni himalayane. A conferma della drammatica situazione si riporta il dato che dai primi anni Sessanta la superficie ricoperta dai ghiaccia dell'Himalaya si è ridotta di oltre il 20 per cento.

La crescita della popolazione in Asia e i conseguenti incrementi delle combustioni agricole e industriali hanno aumentato le quantità di residui incombusti nell'aria. Per effetto della circolazione atmosferica, questa fuliggine finisce con l'accumularsi sopra quello che, per la presenza dell'incredibile distesa di ghiacci, viene soprannominato il Terzo Polo. Basandosi su campagne di misurazione e modelli matematici con cui hanno simulato i movimenti delle masse d'aria nella regione, i ricercatori ritengono che, visto che la fuliggine assorbe i raggi solari, nella regione himalayana si origina un flusso di aria calda che dal suolo sale fino alle alte vette potenziando in modo significativo il normale meccanismo del disgelo.

 Fonte: NASA

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.