fbpx I costi dell'inquinamento atmosferico, problema dimenticato | Page 27 | Scienza in rete

I costi dell'inquinamento atmosferico, problema dimenticato

Read time: 2 mins

QUANTO PESA LO SMOG SULLA SALUTE E SULL’ECONOMIA? 

25 Novembre 2014 – h. 10.45 Università Bocconi - Aula AS01 (piano -2) - Via Roentgen, Milano

 

L’inquinamento che uccide, responsabile ogni anno di 3,7 milioni di morti nel mondo (WHO), sarà protagonista dell’incontro “I costi dell’inquinamento atmosferico: un problema dimenticato”. Una riflessione acuta, ospitata il 25 novembre 2014, a partire dalle 10.30, nella sede di Via Roentgen dell’Università Bocconi di Milano a cui, Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano, Università Bocconi, Associazione Peripato e ALT - Associazione Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Onlus, invitano a partecipare per sottoporre il big killer, sotto la guida dei maggiori esperti in materia, italiani e stranieri, a un accurato screening economico.

Smog e polveri sottili, infatti, producono effetti devastanti, non solo in termini di vite umane e danni ambientali, ma anche per gli elevatissimi costi sociali e personali prodotti. Valutare l’impatto economico dell’inquinamento atmosferico diventa, dunque, imprescindibile. Basti pensare che, secondo il rapporto globale 2014 dell'OMS, l'inquinamento è responsabile di almeno 600mila morti premature all’anno e incide sui costi per la salute fino a 940 miliardi di euro. Sempre più frequente è, inoltre, la connessione tra lo smog e le malattie cardiovascolari: aritmie, arresti e scompensi cardiaci che sono favoriti dalle polveri sottili, con ripercussioni enormi per chi ne viene colpito e per l’intera comunità.

Diventa urgente, dunque, attuare un’efficace prevenzione intervenendo con politiche pubbliche che favoriscano la riduzione delle emissioni nocive e con comportamenti anche privati di contenimento dell’esposizione agli inquinanti. Di tutto questo e di molto altro ancora, discuteranno, moderati da Luca Carra, condirettore di Scienzainrete e di Scienceonthenet e da Lidia Rota Vender presidente di ALT: Sergio Harari, Ospedale San Giuseppe MultiMedica; Pier Alberto Bertazzi,  Università degli Studi di Milano e Fondazione IRCCS Ca' Granda Policlinico di Milano; Pier Mannuccio Mannucci, Fondazione IRCCS Ca' Granda Policlinico di Milano; Edoardo Croci e Federico Pontoni, IEFE – Università Bocconi; Frank George WHO Regional Office for Europe Environmental Health and Economics – ECEH; Rana Roy Consultant to Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD) and to World Health Organization (WHO) Regional Office for Europe.  L’incontro è aperto al pubblico e sarà trasmesso in streaming da scienzainrete.it Programma e iscrizioni: www.smc-media.com/icostidellinquinamento/

Ufficio stampa ALT- Onlus

Sezioni: 
Evento

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.