Anche un piccolo insetto può sviluppare una memoria di lungo termine. Sembra essere questo il risultato di una ricerca realizzata da un gruppo di entomologi dell'università di Wageningen, Olanda, sul comportamento delle cosiddette vespe parassite (Trichogramma brassicae) e pubblicata su PNAS. Dopo aver incontrato una femmina di farfalla bianca dei cavoli (Pieris brassicae) e abusato delle sue uova, le piccole vespe ne ricordano il profumo emanato (un antiafrodisiaco che tiene lontani i maschi di farfalla). Se l'indomani risentono l'odore, lo riconoscono. Vespe che non hanno avuto la piacevole esperienza non lo riconoscono affatto. Secondo i ricercatori olandesi ciò dimostra che Trichogramma brassicae posseggono una memoria di lungo termine.
Vespe che la sanno lunga
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Cosa si impara smontando un viadotto vecchio cinquant’anni

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.
Nell'immagine una vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.
Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.