fbpx Il Nobel 2014 per la Fisica agli inventori del Led blu | Scienza in rete

Il Nobel 2014 per la Fisica agli inventori del Led blu

Tempo di lettura: 3 mins

Dopo che il Premio Nobel per la Fisica 2013 venne assegnato ai “padri” del bosone di Higgs, non c’è da stupirsi se tutti i pronostici per quest’anno erano concordi nel prevedere che il sommo riconoscimento avrebbe premiato una qualche applicazione tecnologica di frontiera. Ma questa volta nemmeno le agenzie più quotate, come ScienceWatch, sono riuscite a indovinare i nomi dei vincitori.

Alle ore 11:45 italiane, la Reale Accademia Svedese delle Scienze ha assegnato il Premio Nobel per la Fisica 2014 a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, «per l’invenzione di diodi a emissione di luce blu efficienti che hanno reso possibili sorgenti di luce bianca luminose e a risparmio energetico».

Akasaki e Amano sono fisici in forze all’Università di Nagoya, in Giappone; Nakamura, anch’esso giapponese di nascita, è Professore alla University of California, negli Stati Uniti. All’inizio degli anni ’90, i tre scienziati misero a punto un Led (diodo a emissione di luce) in grado di produrre luce blu, dopo trent’anni di fallimenti da parte dei migliori scienziati dell’epoca.
Se combinati con Led rossi e verdi, i Led blu permettono di realizzare sistemi in grado di emettere luce bianca. Questo ha reso possibile la rivoluzione dell’illuminazione a Led, riassunta dalla Reale Accademia Svedese delle Scienze con uno slogan davvero felice: «Le lampadine a incandescenza hanno illuminato il ventesimo secolo; il ventunesimo sarà illuminato dalle lampade a Led».

Le lampade a Led sono le prime fonti di luce bianca che emettono solo luce visibile, senza alcuna energia “sprecata” a produrre luce che non possiamo vedere. A fronte di una luminosità molto intensa, quindi, le lampade a Led presentano un consumo energetico particolarmente ridotto. I dispositivi più efficienti riescono attualmente a produrre oltre 300 lumen per ogni watt di potenza fornito. Tanto per fare un confronto, una tipica lampadina a incandescenza arriva ad appena 16 lm/W (quasi 20 volte meno), mentre una lampada a fluorescenza raggiunge i 70. A questo bisogna aggiungere che le lampade a Led arrivano fino a 100.000 ore di illuminazione, contro le 1000 di una lampada a incandescenza e le 10.000 di una lampada a fluorescenza.

Per via delle loro notevoli prestazioni, dei loro consumi limitati e del basso fabbisogno di materie prime (soprattutto quelle tossiche e inquinanti, come il mercurio), le lampade a Led si stanno sempre più imponendo come il nuovo standard per l’illuminazione, consentendo al tempo stesso un’ottima efficienza, un grande risparmio energetico e un basso impatto ambientale. Questo fatto è particolarmente rilevante se pensiamo che l’illuminazione rappresenta oltre il 20% della richiesta di elettricità a livello mondiale. E se pensiamo ai Paesi in cui l’energia scarseggia, come nel Terzo Mondo, i dispositivi a Led consentono una buona illuminazione alimentata solo con semplici pannelli solari, promettendo un miglioramento delle condizioni di vita per circa 1,5 miliardi di persone nel mondo.

Alfred Nobel istituì il Premio a suo nome nel 1901 «per coloro i quali abbiano apportato all’umanità il maggiore beneficio» in vari campi. Non c’è dubbio quindi che il riconoscimento a un’invenzione con un impatto tanto positivo nella vita di tutti si collochi pienamente nello spirito del fondatore del Premio. Per una tecnologia che ha solo vent’anni di età, poi, non è certo cosa da poco.

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.