Il raro rodio riesce a tenere il metano in soluzione. La notizia è importante perché il metano è abbondante, inquina meno di altri idrocarburi e sarebbe la materia prima ideale non solo come combustibile ma anche per la produzione di materie plastiche, ma ha un unico handicap, che ne condiziona la maneggevolezza, il trasporto e l'utilizzo: alle temperature e pressioni terrestri si ritrova solo sotto forma di gas. Molti laboratori stanno quindi cercando di trovare il modo di scioglierlo in una soluzione liquida, per lo più attraverso complessi metallici che lo leghino senza spezzare i suoi legami. Un gruppo di chimici della University of North Carolina a Chapel Hill e della University of Washington a Seattle, ha fatto un importante passo in questa direzione, osservando come un nuovo complesso metallico con al centro un atomo di rodio riesca a tenere il metano in soluzione liquida, a temperature più accettabili e in una condizione più stabile rispetto a tentativi precedenti.
Il metano liquido è più vicino
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Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash
Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?