fbpx Preso al volo! | Page 5 | Scienza in rete

Preso al volo!

Read time: 2 mins

Lo studio dei meteoriti è di fondamentale importanza nella planetologia. Da quei frammenti rocciosi e metallici piovuti sulla Terra è possibile ottenere un'incredibile quantità di informazioni sul passato del Sistema solare. Purtroppo, di quasi tutti i meteoriti non conosciamo con esattezza da quale regione del nostro sistema planetario provengano. Sappiamo che il loro bacino d'origine è la Fascia degli asteroidi, ma per i planetologi questa indicazione è davvero troppo vaga.

Fortunatamente, però, ci sono alcune situazioni - una dozzina su un totale di circa 1100 cadute di meteoriti osservate negli ultimi due secoli - per le quali si è determinata l'orbita percorsa prima di cadere sulla Terra e da questa si sono tratte indicazioni attendibili sulla probabile collocazione originaria del frammento cosmico.

Del più recente di questi eccezionali meteoriti - caduto nel luglio 2007 nel deserto di Nullarbor nell'Australia occidentale - se ne occupa l'ultimo numero di Science. La sua individuazione è stata possibile grazie a un sistema automatico di osservazione dei cieli australiani attivo dal 2006, una rete di telecamere in grado di registrare la scia dei meteoroidi visibili nel corso di ogni notte. Grazie a complessi calcoli di triangolazione tra le stazioni osservative, Philip Bland (Imperial College London) e altri ricercatori sono riusciti non solo a determinare l'orbita originaria percorsa dal meteoroide, ma a stabilire anche la prevista regione in cui ha toccato il suolo. La precisione dei calcoli ha dell'incredibile: il meteorite è stato infatti ritrovato a soli 100 metri dal punto indicato.

Fonti: Imperial College; Science

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Epidemie: una riflessione sulle cause e i rimedi

Un uomo punta l'obiettivo di una macchina fotografica verso alcuni uccelli in volo

Dall’hantavirus a Ebola, l’attenzione pubblica sulle epidemie resta alta: può essere utile allora una riflessione generale sulle modalità con cui si attiva la catena dei contagi. Partendo dall’hantavirus, Enrico Girardi, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, delinea alcuni importanti fattori di rischio, che si manifestano in modo simile in qualsiasi emergenza epidemica, e indica quali sono i rimedi necessari, tra cui l’informazione. Crediti immagine: Dieny Portinanni su Unsplash

Passata l’emergenza legata all’hantavirus, il tema delle epidemie resta al centro dell’attenzione pubblica, a causa dell’esplosione del caso Ebola. Una riflessione più generale, articolata intorno a quello che è accaduto durante il recente focolaio di hantavirus, consente di mettere a fuoco fenomeni che si possono presentare in qualsiasi emergenza epidemica. La storia della recente epidemia di hantavirus contiene infatti tutti gli elementi che potrebbero essere utilizzati in una esercitazione sul contrasto alle malattie infettive emergenti.