Asteroidi con la coda
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L'inizio della vicenda è quasi banale: nella notte del 6 gennaio il sistema automatico LINEAR scopre una nuova cometa, prontamente battezzata dal Minor Planet Center con la sigla P/2010 A2. La faccenda comincia a farsi interessante quando appare evidente che l'orbita della nuova cometa si sviluppa entro la Fascia principale degli asteroidi. L'oggetto, dunque, potrebbe essere un nuovo membro delle cosiddette Main Belt Comet, corpi celesti di individuazione piuttosto recente caratterizzati da un'orbita tipicamente asteroidale e da un comportamento cometario.
Ma si potrebbe trattare anche di qualcosa di ben più intrigante. Fin dalle prime immagini, infatti, appare evidente non solo che il nucleo della cometa non è affatto in asse con la coda, ma che non è neppure avvolto dalla consueta chioma. Senza parlare poi della strana forma che la coda presenta nei pressi del nucleo.
Si fa strada allora un'ipotesi ben più suggestiva, praticamente confermata dalle splendide e dettagliate immagini dell'oggetto raccolte dal telescopio spaziale Hubble a fine gennaio. All'origine della strana struttura vi sarebbe un impatto tra due asteroidi finora sconosciuti, un urto altamente energetico in grado di produrre uno sciame di detriti grandi e minuscoli, parte dei quali, sospinti dal vento solare, avrebbero formato quella sorta di coda cometaria.Le immagini di Hubble, poi, mostrano con chiarezza strani addensamenti nella parte iniziale della presunta coda, probabilmente frammenti più grandi appartenenti ai due asteroidi che si sono violentemente tamponati.
Per la prima volta, insomma, saremmo stati diretti testimoni di un impatto asteroidale.


















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