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Una nova torna a stupire

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L'osservatorio orbitante Fermi LAT scopre l'emissione gamma da una nova, un fenomeno non solo finora mai osservato, ma generalmente neppure contemplato nell'analisi dell'emissione energetica di questi astri.

Il termine “nova” venne creato nel XVI secolo per indicare l'apparizione improvvisa in cielo di stelle di cui fino ad allora non v'era traccia (per eventi ancora più brillanti si introdusse in seguito quello di “supernova”). Oggi sappiamo che si tratta di esplosioni termonucleari che coinvolgono la superficie di nane bianche dopo che queste hanno accumulato materia sottraendola a una stella compagna, generalmente una stella gigante.

I modelli fisici prevedono che l'esplosione possa anche sfociare nella produzione di radiazione X, ma finora non si erano mai registrate emissioni più energetiche. Gli strumenti di Fermi LAT (Large Area Telescope) hanno però individuato radiazione gamma associata a V407 Cygni, una nova scoperta da un astrofilo giapponese nel marzo scorso.

Nello studio pubblicato su Science i ricercatori della Fermi LAT Collaboration suggeriscono che l'emissione gamma provenga dall'interazione tra il materiale espulso dall'esplosione e il denso inviluppo della gigante rossa alla quale la nana bianca è gravitazionalmente legata. Intrappolate dall'onda d'urto, le particelle accelerate a velocità di poco inferiori a quelle della luce si scontrerebbero con il materiale espulso dalla gigante rossa originando la radiazione gamma.

INAF - Fermi LAT

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Astronomia

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