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Un altro virus in agguato?

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E' stato isolato alla fine di marzo, a stagione ormai quasi finita, dai ricercatori del British Columbia Center for Disease Control canadese. E' un virus H3N2, che potrebbe spiegare il prolungarsi della stagione influenzale, prima ancora del diffondersi della nuova infezione. Non è tanto mutato da poter essere considerato un nuovo sottotipo di virus influenzale, ma lo è quanto basta per far temere che il vaccino stagionale in preparazione per l'anno 2009-2010 non sarà in grado di neutralizzarlo.

Non è raro che si verifichi un mismatch tra i ceppi scelti per la preparazione del vaccino, che devono necessariamente essere decisi con largo anticipo, e i virus poi effettivamente circolanti, ma quest'anno la compresenza della pandemia da H1N1 apre scenari imprevedibili. «Tanto più che la nuova variante di H3N2 è stata isolata anche da un viaggiatore proveniente dal Messico» spiega Danuta Skowronski, del British Columbia Center for Disease Control canadese, «dove potrebbe essere emersa contemporaneamente al virus di origine suina». Solo nei prossimi mesi si saprà se si tratta solo di una coincidenza e se il nuovo virus avrà conseguenze sull'andamento della pandemia da H1N1.

ProMED-mail, programma dell'International Society for Infectious Diseases
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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

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Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.