fbpx Sull'orlo del buco nero | Page 2 | Scienza in rete

Sull'orlo del buco nero

Primary tabs

Read time: 1 min

Grazie ai dati raccolti dall'osservatorio orbitante XMM-Newton, il telescopio europeo per la radiazione X realizzato con un importante contributo italiano, gli astronomi hanno spinto l'osservazione di un buco nero a un nuovo limite.

A partire dal gennaio dello scorso anno Andrew Fabian, dell'Università di Cambridge, e i suoi collaboratori hanno puntato XMM-Newton verso la galassia attiva 1H0707-495, interessati a svelare qualche segreto del massiccio buco nero che ospita. L'inseguimento si è protratto per quattro intere orbite dell'osservatorio spaziale e ha permesso di collezionare informazioni spettrali davvero preziose. Le conclusioni cui sono giunti i ricercatori sono state pubblicate a fine maggio su Nature.

Studiando in particolare la radiazione emessa dagli atomi di ferro (le linee di emissione L e K) gli astronomi hanno potuto appurare che la massa del buco nero è compresa tra 3 e 5 milioni di masse solari e che ogni mezz'ora quel mostro cosmico ingoia una quantità di materia equivalente alla massa della Terra. L'analisi delle distorsioni delle stesse linee spettrali ha inoltre evidenziato che si stava osservando il comportamento di materia posta proprio a ridosso del buco nero, a distanze inferiori al doppio del raggio del buco nero stesso. Un vero record che, secondo gli autori della ricerca, ci potrà finalmente portare alla mappatura delle immediate vicinanze di un buco nero.

Fonte ESA
Fonte ASI

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Se la scuola tace, educano i social: perché serve l’educazione sessuo-affettiva

Amore e Psiche

Dal 7 luglio è in vigore la legge n. 104 del 2026 e ora una raccolta firme chiede un referendum abrogativo. La riflessione di un docente veronese: coinvolgere le famiglie è indispensabile, ma rendere opzionali conoscenze su rispetto, consenso e prevenzione rischia di lasciare sole proprio le persone più fragili

Amore e Psiche, Antonio Canova, CC0, via Wikimedia Commons

C’è davvero bisogno di un’autorizzazione scritta per parlare a scuola di corpo, relazioni, consenso e sessualità? La domanda non è più teorica. Dal 7 luglio è in vigore la legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato in ambito scolastico; mentre scrivo, è appena partita la raccolta di almeno 500.000 firme per un referendum che ne chiede l’abrogazione integrale.