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Spazzolino contro l'infarto

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E' ormai noto da tempo che la scarsa igiene orale sia direttamente collegata con il rischio di sviluppare patologie cardiache. Nonostante ciò per molto tempo è rimasto sconosciuto il legame tra i due fenomeni. A svelare il mistero ci hanno pensato i ricercatori dell'Università di Bristol. Secondo gli scienziati inglesi la causa sarebbe la presenza di un microrganismo della famiglia degli streptococchi. I risultati della ricerca sono stati presentati alla conferenza autunnale organizzata dalla Society for General Microbiology’s.

Il microrganismo in questione è quello in grado di causare le carie e le infiammazioni gengivali. Ma come può un banale organismo scatenare danni ben più gravi di una semplice carie? Il segreto sta nella loro capacità di entrare nel circolo sanguigno, tramite piccole ferite nelle gengive, e aderire alle piastrine producendo una particolare proteina (PadA) in grado di creare una vera e propria barriera protettiva. Ciò può comportare un'aggregazione piastrinica che alla lunga genera veri e propri coaguli di sangue spesso associati a ictus e infarti.

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Medicina

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Persone in attesa in ospedale

Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.