fbpx Raggi gamma dal Centauro | Scienza in rete

Raggi gamma dal Centauro

Primary tabs

Read time: 1 min

Lo scorso luglio eravamo rimasti a bocca aperta quando i radioastronomi del CSIRO ci avevano mostrato l'incredibile estensione dell'emissione radio che accompagna Centaurus A. Ora l'osservatorio orbitante Fermi ci mostra l'esagerata emissione di quella galassia anche a energie di gran lunga più elevate.

In uno studio pubblicato su Science Express qualche giorno fa, un team di astronomi sottolinea l'eccezionale emissione di Centaurus A anche nel dominio gamma e ricostruisce la sua possibile origine. Secondo i ricercatori il meccanismo responsabile sarebbe il cosiddetto Compton inverso, un fenomeno che si verifica quando fotoni di bassa energia vanno a cozzare contro particelle che viaggiano a velocità relativistiche. Un colpo da biliardo che fa ripartire i fotoni con un maggior carico energetico, pronti per essere catturati dai rilevatori di radiazione gamma.

In Centaurus A le particelle lanciate a velocità prossime a quella della luce sono quelle che compongono i jet di materia espulsi dal suo buco nero centrale, il vero motore dell'attività della galassia, ed è proprio con esse che interagiscono i fotoni della cosiddetta radiazione di fondo che riempie ogni angolo dell'universo. Almeno in una dozzina di galassie attive si è osservato come l'effetto Compton inverso sia all'origine di emissione X, con Centaurus A è la prima volta che si assiste a un'emissione nel dominio gamma.

NASA - Science Express

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

ECHO: quando i cittadini diventano scienziati del suolo

Un ragazzo e una ragazza raccolgono un campione di terra da un prato "--"

Il progetto europeo di citizen science ECHO coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Foto di Maximilian Carl Stahl

Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio.