E' stata segnalata per la prima volta in Europa, e in particolare nell'Irlanda del nord, la presenza del nuovo virus H1N1 nei maiali. L'Agri-Food & Biosciences Institute, che aveva ricevuto i campioni l'11 settembre da un veterinario privato, ha confermato che cinque maiali, appartenenti a un unico allevamento, hanno contratto la nuova influenza. Il Department of Agriculture and Rural Development ha invitato gli allevatori ad attenersi con rigore alle indicazioni del Codice di comportamento già concordato in precedenza per sventare l'eventualità, peraltro attesa, che il virus si potesse trasmettere agli animali. In questo momento, in cui il virus H1N1 sta circolando in maniera tanto estesa nella popolazione, l'ipotesi più probabile è infatti che a contagiare gli animali sia stato personale della fattoria infetto. La Food Standards Agency, però, in linea con il parere dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha ribadito ancora una volta che questo riscontro non implica alcun rischio per i consumatori di carne suina e dei suoi derivati.
Primi casi europei tra i maiali
Primary tabs
prossimo articolo
Nepal, quando una montagna diventa un’alluvione

Dal collasso di roccia e ghiaccio sul Langtang Lirung alla piena catastrofica: che cosa sappiamo, che cosa resta incerto e che ruolo può avere avuto il riscaldamento dell’alta montagna. E sopratutto cosa fare per capire meglio e anticipare immani catastrofi come questa. Ne scrive Giorgio Vacchiano.
Immagine satellitare dell'area interessata dall'alluvione, da USGS EarthExplorer, https://earthexplorer.usgs.gov/
Il disastro che il 26 agosto 2026 ha colpito il Nepal e il Tibet non è stato una normale alluvione provocata semplicemente da precipitazioni estreme, e nemmeno, propriamente, il solo “crollo di un ghiacciaio”. Le evidenze disponibili indicano una catena di processi iniziata oltre cinquemila metri di quota con il cedimento congiunto di roccia e ghiaccio sul versante settentrionale del Langtang Lirung.