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Più soldi per la ricerca di base

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In vista del vertice di Bruxelles di venerdì 4 febbraio, dedicato ai temi dell'innovazione e della ricerca, la League of European Research Universities (LERU) lancia un appello ai governi europei per aumentare gli investimenti nella ricerca di base. Perché l'Europa non si rassegni ad un ruolo di pura marginalità.

La Commissione Europea ha elaborato nello scorso ottobre un lungo documento che si intitola "Europe 2020 Flagship Initiative: Innovation Union" e che individua nell'innovazione e nella ricerca gli unici motori possibili per contrastare il declino dell'Europa a fronte di Cina e Stati Uniti. Per la prima volta nella storia dell'Unione Europea, la politica europea per l'innovazione e la ricerca sarà al centro di un vertice che si terrà a Bruxelles venerdì prossimo: Sarkozy, Cameron, Angela Merkel non parleranno d'altro, ma discuteranno l'"Innovation Union" e le sue implicazioni concrete.

Per questa occasione, le 22 Università europee di punta nella ricerca scientifica che fanno parte della LERU hanno steso un appello pubblicato negli scorsi giorni dai principali quotidiani nazionali in tutta Europa. Nel documento, la LERU invita i governi europei ad incrementare gli investimenti pubblici a lungo termine nella ricerca, valorizzando soprattutto la ricerca di base, elemento decisivo per la competitività economica e culturale dell'Europa.

Commenta Marino Regini, Prorettore all'Internazionalizzazione dell'Università degli Studi di Milano, (unica università italiana ammessa nella LERU): "Se si vuole che la strategia di portare nel 2020 l'Europa a essere altrettanto competitiva degli USA o della Cina non finisca in un sostanziale fallimento, come l'agenda di Lisbona per il 2010, i governi europei devono davvero mettere al centro delle loro politiche l'investimento in innovazione e ricerca, indispensabile tanto più in un periodo di forti vincoli finanziari. Certo – continua Regini - le nostre università devono modernizzarsi rafforzando il loro legame con il tessuto economico e la domanda sociale, selezionare i settori su cui investire in base ai risultati della valutazione, fare uno sforzo serio e determinato per internazionalizzarsi".

E il forte accento posto dal documento LERU sulla ricerca di base viene commentato così da Alberto Mantovani, Prorettore alla Ricerca dell'Università degli Studi di Milano e Direttore scientifico di Humanitas: "La ricerca di base costituisce un elemento essenziale nella prospettiva di una società basata sulla conoscenza. Il sistema di ricerca europeo, e in particolare quello del nostro Paese, dovrebbe saper cogliere le opportunità della ricerca fondamentale e promuovere il trasferimento tecnologico. Sottolineare l'importanza della ricerca di base non significa infatti dare meno peso al trasferimento alla società e ai suoi bisogni. E' essenziale promuovere un rapporto bidirezionale stretto fra ricerca di base e trasferimento tecnologico. Senza contare che, in alcuni settori, fare ricerca fondamentale di qualità senza collaborazione con l'industria è praticamente impossibile".

Leggi il documento LERU

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