Affrontare la sfida della competitività
- 1643 letture
Embedded Scribd iPaper - Requires Javascript and Flash Player
Affrontare la sfida della competitività La Lega delle Università Europee di Ricerca (LERU, League of European Research Universities) sostiene la necessità di investimenti rilevanti e a lungo termine nella ricerca di base. La ricerca europea presenta livelli di produttività e di eccellenza tra i più alti nel mondo, ma concentrati in quelle aree che sono state sostenute da investimenti nazionali ed europei a lungo termine e che hanno stabilito rapporti positivi con il mondo delle imprese. Gli investimenti pubblici nella ricerca sono essenziali. Il loro impatto sociale è rilevante e tangibile in ambiti che vanno dai progressi nella diagnostica medica e nelle terapie che migliorano la salute e la qualità della vita, all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie essenziali alla competitività dell’Europa negli anni a venire. Molto semplicemente, la ricerca è la condizione e la chiave della capacità europea di competere nel mondo globalizzato. In questo quadro le università e gli enti di ricerca svolgono un ruolo fondamentale, in quanto si concentrano sulla ricerca di base. Questa pone le fondamenta per nuove scoperte e per l’innovazione, e i laboratori delle università formano il capitale umano di cui il mondo delle imprese ha bisogno per competere con successo. L’innovazione è un processo complesso, non c’è una progressione lineare tra ricerca di base e nuovi prodotti. È raro che la nuova conoscenza prodotta da una scoperta scientifica abbia immediate ricadute pratiche. Spesso si tratta di un percorso legato al caso. Nel 1975 due scienziati dell’Università di Cambridge, Milstein e Köhler, hanno messo a punto la metodica degli anticorpi monoclonali che difendono il corpo da invasioni esterne. Oggi gli anticorpi monoclonali costituiscono un terzo di tutte le nuove cure farmacologiche, e il mercato dei farmaci a base di anticorpi monoclonali è attualmente stimato in 32 miliardi di dollari. Il processo che ha portato alla “scoperta” del DNA ricombinante ha avuto letteralmente inizio a causa di un incidente, una provetta rotta, avvenuto negli anni Sessanta. Facendosi dare da un collega una coltura di un ceppo batterico, il ricercatore scoprì che questi batteri erano immuni al virus con il quale cercava di infettarli. Basandosi su questo fenomeno Arber, un giovane scienziato dell’Università di Ginevra, riuscì a individuare un enzima che taglia a pezzi in modo specifico il DNA dei virus. Per questo a lui e ai suoi colleghi fu assegnato il premio Nobel per la medicina nel 1978. Questo strumento rivoluzionò le possibilità di studiare la biologia a livello molecolare e ha prodotto una tecnologia il cui impatto economico è attualmente enorme. La ricerca di frontiera richiede pazienza, perseveranza e investimenti. Le università europee ad alta intensità di ricerca hanno la capacità unica di combinare i tre elementi essenziali per assicurare all’Europa competitività e benessere nel lungo termine: istruzione superiore, ricerca e innovazione. Ma il mondo non sta fermo ad aspettarci. Ad esempio, gli investimenti della Cina in scienza e tecnologia, attraverso le sue università e istituzioni specializzate, sono già in forte crescita. I Rettori della Lega delle Università Europee di Ricerca confidano che i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione Europea abbiano consapevolezza di quanto forti investimenti nella ricerca di base siano decisivi per la competitività dell’Europa e per la società europea in generale. Essi confidano che il Consiglio Europeo, che si incontrerà il 4 febbraio a Bruxelles, terrà questo aspetto in debito conto nel corso della discussione in merito al documento della Commissione Europea su “Innovation Union”. Questo documento sarà la base per la futura politica europea nel campo della ricerca e dell’innovazione. Dovrebbe essere chiaro all’Unione Europea e agli Stati Membri che la ricerca di base, focalizzandosi sull’eccellenza, ha bisogno di un supporto continuo e rafforzato!
I Rettori della Lega delle Università Europee di ricerca:
Dymph van den Boom (Universiteit van Amsterdam), Dídac Ramírez i Sarrió (Universitat de Barcelona), Leszek Borysiewicz (University of Cambridge), Timothy O’Shea (University of Edinburgh), Hans-Jochen Schiewer (Albert-Ludwigs-Universität Freiburg), Jean-Dominique Vassalli (Université de Genève), Bernhard Eitel (Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg), Thomas Wilhelmsson (Helsigin yliopisto), Paul F. van der Heijden (Universiteit Leiden), Mark Waer (Katholieke Universiteit Leuven), Keith O'Nions (Imperial College London), Malcolm Grant (University College London), Per Eriksson (Lunds universitet), Enrico Decleva (Università degli Studi di Milano), Bernd Huber (Ludwig-Maximilians-Universität München), Andrew Hamilton (University of Oxford), Jean-Charles Pomerol (Université Pierre et Marie Curie), Guy Couarraze (Université Paris-Sud), Harriet Wallberg-Henriksson (Karolinska Institutet), Alain Beretz (Université de Strasbourg), Hans Stoof (Universiteit Utrecht), Andreas Fischer (Universität Zürich)
Questo comunicato e tutti gli altri documenti LERU sono liberamente disponibili online all’indirizzo http://www.leru.org La Lega delle Università Europee di Ricerca è un’associazione composta da 22 università ad alta intensità di ricerca che condividono il valore dell’insegnamento di alta qualità inserito in un ambiente di ricerca competitiva a livello internazionale. Fondata nel 2002, la LERU promuove la formazione attraverso l’esplorazione delle frontiere della conoscenza umana; la creazione di nuova conoscenza attraverso la ricerca di base, che è la fonte ultima di innovazione per la società; e la promozione della ricerca attraverso un vasto fronte in collaborazione con l’industria e con la società nel suo complesso. Le Università LERU sono: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Universiteit van Amsterdam Universitat de Barcelona University of Cambridge University of Edinburgh Albert-Ludwigs-Universität Freiburg Université de Genève Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg Helsingin yliopisto (University of Helsinki) Universiteit Leiden Katholieke Universiteit Leuven Imperial College London University College London Lunds universitet Università degli Studi di Milano Ludwig-Maximilians-Universität München University of Oxford Université Pierre et Marie Curie, Paris 6 Université Paris-Sud 11 Karolinska Institutet, Stockholm Université de Strasbourg Universiteit Utrecht Universität Zürich
Affrontare la sfida della competitività La Lega delle Università Europee di Ricerca (LERU, League of European Research Universities) sostiene la necessità di investimenti rilevanti e a lungo termine nella ricerca di base. La ricerca europea presenta livelli di produttività e di eccellenza tra i più alti nel mondo, ma concentrati in quelle aree che sono state sostenute da investimenti nazionali ed europei a lungo termine e che hanno stabilito rapporti positivi con il mondo delle imprese. Gli investimenti pubblici nella ricerca sono essenziali. Il loro impatto sociale è rilevante e tangibile in ambiti che vanno dai progressi nella diagnostica medica e nelle terapie che migliorano la salute e la qualità della vita, all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie essenziali alla competitività dell’Europa negli anni a venire. Molto semplicemente, la ricerca è la condizione e la chiave della capacità europea di competere nel mondo globalizzato. In questo quadro le università e gli enti di ricerca svolgono un ruolo fondamentale, in quanto si concentrano sulla ricerca di base. Questa pone le fondamenta per nuove scoperte e per l’innovazione, e i laboratori delle università formano il capitale umano di cui il mondo delle imprese ha bisogno per competere con successo. L’innovazione è un processo complesso, non c’è una progressione lineare tra ricerca di base e nuovi prodotti. È raro che la nuova conoscenza prodotta da una scoperta scientifica abbia immediate ricadute pratiche. Spesso si tratta di un percorso legato al caso. Nel 1975 due scienziati dell’Università di Cambridge, Milstein e Köhler, hanno messo a punto la metodica degli anticorpi monoclonali che difendono il corpo da invasioni esterne. Oggi gli anticorpi monoclonali costituiscono un terzo di tutte le nuove cure farmacologiche, e il mercato dei farmaci a base di anticorpi monoclonali è attualmente stimato in 32 miliardi di dollari. Il processo che ha portato alla “scoperta” del DNA ricombinante ha avuto letteralmente inizio a causa di un incidente, una provetta rotta, avvenuto negli anni Sessanta. Facendosi dare da un collega una coltura di un ceppo batterico, il ricercatore scoprì che questi batteri erano immuni al virus con il quale cercava di infettarli. Basandosi su questo fenomeno Arber, un giovane scienziato dell’Università di Ginevra, riuscì a individuare un enzima che taglia a pezzi in modo specifico il DNA dei virus. Per questo a lui e ai suoi colleghi fu assegnato il premio Nobel per la medicina nel 1978. Questo strumento rivoluzionò le possibilità di studiare la biologia a livello molecolare e ha prodotto una tecnologia il cui impatto economico è attualmente enorme. La ricerca di frontiera richiede pazienza, perseveranza e investimenti. Le università europee ad alta intensità di ricerca hanno la capacità unica di combinare i tre elementi essenziali per assicurare all’Europa competitività e benessere nel lungo termine: istruzione superiore, ricerca e innovazione. Ma il mondo non sta fermo ad aspettarci. Ad esempio, gli investimenti della Cina in scienza e tecnologia, attraverso le sue università e istituzioni specializzate, sono già in forte crescita. I Rettori della Lega delle Università Europee di Ricerca confidano che i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione Europea abbiano consapevolezza di quanto forti investimenti nella ricerca di base siano decisivi per la competitività dell’Europa e per la società europea in generale. Essi confidano che il Consiglio Europeo, che si incontrerà il 4 febbraio a Bruxelles, terrà questo aspetto in debito conto nel corso della discussione in merito al documento della Commissione Europea su “Innovation Union”. Questo documento sarà la base per la futura politica europea nel campo della ricerca e dell’innovazione. Dovrebbe essere chiaro all’Unione Europea e agli Stati Membri che la ricerca di base, focalizzandosi sull’eccellenza, ha bisogno di un supporto continuo e rafforzato!
I Rettori della Lega delle Università Europee di ricerca:
Dymph van den Boom (Universiteit van Amsterdam), Dídac Ramírez i Sarrió (Universitat de Barcelona), Leszek Borysiewicz (University of Cambridge), Timothy O’Shea (University of Edinburgh), Hans-Jochen Schiewer (Albert-Ludwigs-Universität Freiburg), Jean-Dominique Vassalli (Université de Genève), Bernhard Eitel (Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg), Thomas Wilhelmsson (Helsigin yliopisto), Paul F. van der Heijden (Universiteit Leiden), Mark Waer (Katholieke Universiteit Leuven), Keith O'Nions (Imperial College London), Malcolm Grant (University College London), Per Eriksson (Lunds universitet), Enrico Decleva (Università degli Studi di Milano), Bernd Huber (Ludwig-Maximilians-Universität München), Andrew Hamilton (University of Oxford), Jean-Charles Pomerol (Université Pierre et Marie Curie), Guy Couarraze (Université Paris-Sud), Harriet Wallberg-Henriksson (Karolinska Institutet), Alain Beretz (Université de Strasbourg), Hans Stoof (Universiteit Utrecht), Andreas Fischer (Universität Zürich)
Questo comunicato e tutti gli altri documenti LERU sono liberamente disponibili online all’indirizzo http://www.leru.org La Lega delle Università Europee di Ricerca è un’associazione composta da 22 università ad alta intensità di ricerca che condividono il valore dell’insegnamento di alta qualità inserito in un ambiente di ricerca competitiva a livello internazionale. Fondata nel 2002, la LERU promuove la formazione attraverso l’esplorazione delle frontiere della conoscenza umana; la creazione di nuova conoscenza attraverso la ricerca di base, che è la fonte ultima di innovazione per la società; e la promozione della ricerca attraverso un vasto fronte in collaborazione con l’industria e con la società nel suo complesso. Le Università LERU sono: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • Universiteit van Amsterdam Universitat de Barcelona University of Cambridge University of Edinburgh Albert-Ludwigs-Universität Freiburg Université de Genève Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg Helsingin yliopisto (University of Helsinki) Universiteit Leiden Katholieke Universiteit Leuven Imperial College London University College London Lunds universitet Università degli Studi di Milano Ludwig-Maximilians-Universität München University of Oxford Université Pierre et Marie Curie, Paris 6 Université Paris-Sud 11 Karolinska Institutet, Stockholm Université de Strasbourg Universiteit Utrecht Universität Zürich
Lega delle Università Europee di Ricerca
Autore:
Lega delle Università Europee di Ricerca | Allegato | Dimensione |
|---|---|
| LERU_statement_tradotto.pdf | 92.73 KB |
3 febbraio, 2011



















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento