fbpx Pioggia metallica | Scienza in rete

Pioggia metallica

Primary tabs

Read time: 1 min

Una sottile coltre di osmio riveste il pianeta. Il metallo della famiglia del platino è stato infatti ritrovato, seppure in piccolissime quantità, in tutti i campioni di acqua piovana o di neve provenienti dalle diverse parti del mondo, dagli Stati uniti all'India, dall'Olanda all'Antartide. Per risalire all'origine del metallo, i ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, hanno esaminato la percentuale dei diversi isotopi nei campioni, elemento da cui è possibile verificare la sua provenienza. La quota di osmio derivata dalla polvere cosmica è risultata insignificante, così come di scarso rilievo è quella originata dalle eruzioni vulcaniche e dagli scarichi delle auto. A far a parte del leone sono invece probabilmente i processi di smaltimento del metallo, componente essenziale delle marmitte catalitiche. "L'interesse del nostro studio sta nella diffusione ubiquitaria dell'osmio" precisa Mukul Sharma, che ha coordinato il lavoro. "Ciò non significa che il fenomeno debba destare preoccupazione: le sue quantità sono talmente minime che abbiamo dovuto mettere a punto un'apposita tecnica per rilevarlo e non ci sono dati che possa provocare danni alla salute".

Proc Natl Sci USA 2009 advance online publication doi: 10.173/pnas.0811803106

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Ambiente

prossimo articolo

Maurizio Bonati, una colonna del Mario Negri

Ritratto fotografico di Maurizio Bonati

Silvio Garattini ricorda l'impegno professionale e umano di Maurizio Bonati, ricercatore al Mario Negri e autore di Scienza in rete, che ci ha lasciati prematuramente e in modo improvviso il 20 agosto scorso. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, libri e progetti di ricerca, ci affida un'eredità culturale importante e un'attitudine spiccata a guardare al futuro, che ci impegniamo a portare avanti.

Ci eravamo sentiti da pochi giorni, per scambiarci idee sulla spesa per i farmaci, un argomento che ci accumunava nella considerazione che ci siano troppi farmaci "fotocopia" e spesso inutili, con una spesa che potrebbe essere considerevolmente ridotta se si realizzasse quella revisione del Prontuario che si attende da oltre un trentennio.