fbpx Pianeta o non pianeta... | Scienza in rete

Pianeta o non pianeta...

Primary tabs

Read time: 2 mins

Una strana coppia di corpi celesti appena scoperti sta creando qualche problema agli astronomi. Le loro dimensioni e le possibili modalità della loro formazione, infatti, non vanno molto d’accordo con gli attuali modelli di formazione planetaria.

Kamen Todorov (Penn State University) e altri astronomi si stavano occupando di 32 nane brune appartenenti a una regione di formazione stellare nella costellazione del Toro. Le nane brune sono stelle mancate, corpi celesti la cui massa è troppo esigua per poter permettere loro di accendere le reazioni nucleari. Le osservazioni, effettuate sia con il telescopio dell’Osservatorio Gemini sia con il telescopio spaziale Hubble, hanno mostrato che una di quelle nane brune, la cui massa è stimata in circa 20 masse gioviane, è davvero particolare. Intorno ad essa, infatti, orbita un secondo corpo celeste di circa 7 masse gioviane.

Come definire tale oggetto? Tutto dipende da come si è giunti alla sua formazione. Se si è lentamente aggregato da un disco di polveri intorno all’astro principale oppure da un rapido collasso di una parte di esso si può parlare a pieno titolo di oggetto planetario, ma il sistema osservato da Todorov sembra essere troppo giovane perché si sia innescato uno di questi meccanismi.

L’idea dei ricercatori è che i due corpi celesti si siano formati assieme. Uno scenario normale per le stelle, ma che non si pensava potesse funzionare anche con oggetti di taglia planetaria. Secondo Todorov la conferma di tale scenario verrebbe da una coppia di stelle – una nana rossa e una nana bruna – poste nelle immediate vicinanze. Secondo gli astronomi, infatti, tutti e quattro gli astri si sarebbero formati in seno alla medesima nube di gas: un sistema quadruplo, insomma.

HubbleSite - Gemini Observatory - The Astrophysical Journal

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

Per il grafene è la volta buona di rivoluzionare il mondo?

grafene

Il grafene, il “materiale miracoloso”, prometteva di rivoluzionare il mondo e cambiare per sempre le nostre vite, ma dopo più di vent’anni dalla sua scoperta c’è chi inizia a chiedersi: che fine ha fatto?

Circa quindici anni fa, nella sala d’attesa del dentista, lessi su una rivista scientifica di un nuovo materiale, uno come non se ne erano mai sentiti prima: estremamente flessibile ma più resistente dell’acciaio, conduceva l’elettricità e il calore meglio dei metalli, mostrava fenomeni quantistici rari (nello specifico i suoi elettroni si comportavano come fossero stati privi di massa). E la lista potrebbe continuare a lungo.