Le previsioni sul riscaldamento globale sono state finora troppo ottimistiche. Lo ha dichiarato Chris Field, dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, premio Nobel 2007 insieme con Al Gore. Il riscaldamento stesso infatti può innescare un circolo vizioso favorendo a sua volta la liberazione di anidride carbonica nell'atmosfera. Prima di tutto a partire dai grandi incendi che si potrebbero verificare per autocombustione nelle foreste tropicali, sommandosi ai danni della deforestazione. Il cambiamento nei venti sull'oceano che circonda l'Antartide potrebbero inoltre far risalire in superficie l'acqua più ricca di CO2 che si trova sul fondo, rilasciandola a contatto con l'atmosfera. Ma l'effetto più clamoroso potrebbe venire dallo scioglimento del permafrost della tundra artica, con la decomposizione del materiale organico intrappolato lì sotto da decine di migliaia di anni. Un serbatoio che si calcola conterrebbe fino a 1.000 miliardi di tonnellate di carbonio.
Pessimisti per scienza
Primary tabs
prossimo articolo
Seveso: la nube, il bosco e l'eredità di un disastro

Sono passati 50 anni dall'incidente di Seveso che portò alla ribalta i danni da diossina. Ripercorriamo la storia dell'incidente, le conseguenze sulla salute della popolazione, così come su animali e piante, il legame con la guerra del Vietnam e gli effetti dell'agente Orange. Ma soprattutto le eredità scientifiche, di consapevolezza e di resilienza che ha ci lasciato. Immagine Wikimedia Commons
Ventidue chilometri a nord di Milano, nel cuore della Brianza urbanizzata, tra svincoli e capannoni, c'è un bosco di querce di quarantadue ettari dove la gente porta a spasso il cane e i ragazzi vanno a correre. Si chiama Bosco delle Querce, sta a cavallo dei comuni di Seveso e di Meda, ed è uno dei fiori all’occhiello della politica di forestazione in aree urbane e periurbane lombarde.