I geni vengono scoperti, non inventati. Quindi nessuno può brevettarli o rivendicare diritti economici su di loro. La sentenza che potrebbe rivoluzionare il mondo della ricerca genetica è stata promulgata negli Stati Uniti dal giudice distrettuale Robert Sweet e riguarda i due più importanti marcatori genetici per il tumore di mammella e ovaio, BRCA1 e BRCA2. Il principio su cui si basa la controversa decisione, già riconosciuto dalla Corte Suprema, potrebbe però estendersi a tutto il DNA. Il giudice ha quindi dato ragione all’American Civil Liberties Union e alla Public Patent Foundation, che avevano chiamato in causa l’azienda proprietaria dell’esclusiva, cioè la Myriad genetics di Salt Lake City, la University of Utah Research Foundation e lo stesso U.S. Patent and Trademark Office che aveva concesso il brevetto, per aver creato un monopolio deleterio sia per i ricercatori sia per le donne. Un monopolio che in Europa è già stato in parte scalfito dalla limitazione del brevetto o dalla sua compartecipazione con enti di ricerca.
Non si brevettano i geni
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Il caldo sul lavoro è un’emergenza sanitaria in crescita

Il cambiamento climatico è anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro: in Italia, nelle giornate di caldo estremo il rischio di morire per un infortunio aumenta del 61%, con agricoltura e costruzioni tra i settori più esposti. Le ordinanze regionali e gli strumenti previsionali hanno rafforzato la prevenzione, ma restano disuguaglianze, scarsa consapevolezza dei rischi e tutele insufficienti. E senza adeguate misure di adattamento, nei prossimi decenni gli infortuni legati al caldo sono destinati ad aumentare.
È ampiamente condiviso come il cambiamento climatico si configuri come una reale emergenza sanitaria e una sfida epocale. Una riflessione su come tale emergenza sanitaria riguardi anche la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale. Storicamente, la ricerca in ambito occupazionale ha consentito di identificare e caratterizzare rischi per la salute dei lavoratori dovuti a sostanze presenti anche negli ambienti di vita (solitamente a più bassi livelli di esposizione).