Le regine delle termiti hanno una doppia modalità di riproduzione. La più nota è sessuata, e dà origine a insetti maschi e femmine destinati al lavoro e alla difesa della colonia, ma quella appena scoperta da ricercatori statunitensi e giapponesi è asessuata e finalizzata solo a produrre altre future regine. Queste si potranno a loro volta accoppiare con il re maschio producendo una prole molto più numerosa, senza i rischi della consanguineità. In molte colonie della specie Reticulitermes speratus, infatti, manca la regina primaria mentre sono presenti molti re e molte regine secondarie: analizzando i geni degli insetti gli studiosi hanno dimostrato che le regine sono tutte identiche tra loro e alla regina primaria, ma non hanno nulla un comune con i re, diversamente dagli altri insetti della colonia. Ciò suggerisce una riproduzione asessuata, mai descritta prima nelle termiti e comunque rara tra gli insetti. Ora bisognerà capire se il fenomeno riguarda anche altre specie e se può essere sfruttato per combattere la proliferazione delle termiti, che in molti luoghi ha conseguenze economiche devastanti.
Niente sesso, siam termiti
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L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.