fbpx Nemo in confusione | Page 6 | Scienza in rete

Nemo in confusione

Primary tabs

Read time: 1 min

Mettendo fuori uso il sistema olfattivo di numerose specie di pesci delle barriere coralline, il crescente livello di acidificazione delle acque oceaniche costituisce una grave minaccia alla loro stessa sopravvivenza.

A sottolineare la portata di questo rischio è uno studio di Philip Munday (CoECRS) e collaboratori appena pubblicato su PNAS. I ricercatori hanno studiato come l'incremento di anidride carbonica disciolta nelle acque dell'oceano generi nelle specie analizzate - tra le quali anche il pesce pagliaccio, noto protagonista di un famoso film d'animazione - comportamenti imprevisti e particolarmente rischiosi.

Un livello di 700 parti per milione (ppm) di CO2 è già sufficiente a mettere in confusione il sistema olfattivo dei pesci che abitano la barriera corallina. A 850 ppm viene completamente pregiudicata la capacità di accorgersi della presenza dei predatori, con inevitabili drammatiche conseguenze per la sopravvivenza degli individui. La mortalità delle larve esposte a elevati livelli di CO2 è da 5 a 9 volte maggiore di quella registrata in situazioni normali e il suo incremento è strettamente legato all'innalzamento dei livelli di concentrazione dell'anidride carbonica.

ScienceNow - CoECRS

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?