L’aterosclerosi non è solo una malattia dei nostri giorni: nonostante i diversi fattori di rischio – allora per esempio non esistevano le sigarette – anche gli antichi egizi delle classi più elevate avevano placche calcificate sulle arterie. Lo ha dimostrato Adel Allam, della facoltà di medicina Al Azhar del Cairo insieme con altri esperti americani, che hanno letto insieme a lui le immagini ottenute passando alla TC 22 mummie del Museo archeologico del Cairo, scelte in base al loro buono stato di conservazione. Segni della malattia cardiovascolare, sotto forma di calcificazioni sulle pareti delle arterie o nella sede in cui è previsto il loro decorso, erano presenti in nove mummie, quasi tutte quelle in cui la morte è avvenuta sopra i 45 anni; in un caso una lesione lla base del cuore fa ritenere che causa del decesso possa essere stato un massiccio attacco cardiaco. «E’ vero che allora non c’era Mac Donald’s» ha commentato Samuel Wann, direttore del dipartimento di medicina cardiovascolare del Wisconsin Heart Hospital di Wauwatosa, che ha partecipato al lavoro, «ma non è detto che lo stile di vita degli egiziani che vivevano a corte fosse molto più sano del nostro. Per esempio essiccavano il pesce usando molto sale, che poteva favorire l’ipertensione».
Mummie cardiopatiche
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«La scienza è con noi», dicono i ProVita

A Strasburgo una mostra di ProVita e Famiglia ha portato nel Parlamento europeo pannelli e video sullo sviluppo embrionale, presentati come prova scientifica che la vita è persona fin dal concepimento. Ma dietro il linguaggio scientifico si porta avanti una tesi filosofica, non biologica. Il caso è espressione di un fenomeno più ampio: un ecosistema di riviste, studi e sondaggi che cercano di costruire autorevolezza per posizioni ideologiche, confondendo vita umana e persona.
Un tempo, chi erigeva la morale sessuale tradizionale a verità indiscutibile diceva «Dio è con noi». Nella nostra società secolarizzata, però, i richiami alla religione non sono più tanto efficaci, così chi si riconosce in quella visione ha dovuto cambiare strategia e richiamarsi a fantomatiche e inappellabili leggi di natura. Oggi sta tentando un salto di qualità: presentarsi come legittimo interlocutore nel dibattito scientifico, proclamando «la scienza è con noi» mentre si fa portatore di istanze che sono prive di fondamento o estranee al dominio della scienza.