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Una metafora per il cancro

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Tutti gli studenti della scuola secondaria superiore hanno tempo fino al 31 gennaio 2012 per partecipare al concorso “Una metafora per la ricerca”, promosso da AIRC e da IFOM, l’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano. Si può caricare uno slogan, una foto o un’illustrazione sul sito  www.scuola.airc.it, da dove gli elaborati saranno sottoposti  a una prima selezione tramite voto popolare; i cinque lavori migliori saranno quindi giudicati da una Commissione di esperti della cultura, della ricerca scientifica e della comunicazione, che selezioneranno un vincitore per ognuna delle tre categorie. Studenti e professori vincitori saranno premiati con un viaggio ai laboratori di IFOM a Milano, dove trascorreranno un’intera giornata con i ricercatori e potranno visitare in esclusiva i luoghi della ricerca. Il concorso s’inserisce nell’ambito di una proposta divulgativa più ampia che AIRC propone alle scuole secondarie di secondo grado  per l’anno scolastico 2011-2012 attraverso il progetto “AIRC entra nelle scuole”.

Oltre alla sezione dedicata al concorso, sul sito è già disponibile un gioco di ruolo da fare in classe per esplorare il mondo AIRC e decidere insieme cosa fare per sostenere la ricerca sul cancro.

Inoltre, sempre sul sito, da febbraio saranno disponibili i primi materiali di un kit didattico multimediale che proporrà un viaggio affascinante dalla biologia del cancro, alla prevenzione, agli aspetti sociali della malattia, fino alle più recenti possibilità di diagnosi e cura.

 www.scuola.airc.it/concorso.asp

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.