Malanni e parenti del faraone
- 632 letture
Una ricerca pubblicata su JAMA toglie un po’ di mistero alla figura di Tutankhamon, dimostrando che aveva patologie ossee e aveva sofferto di malaria, una malattia che potrebbe essere stata causa della sua morte prematura, a soli 19 anni. Nel corso degli anni sono state avanzate molte teorie sulle cause del decesso e sull’aspetto del giovane faraone. Dall’analisi delle sue raffigurazioni era stato ipotizzato che fosse portatore di una sindrome di Marfan o soffrisse di ginecomastia: «Niente di tutto questo» hanno escluso gli autori dello studio, a cui hanno partecipato anche ricercatori di Bolzano. E’ possibile che l’aspetto effeminato delle immagini dipendesse da una scelta stilistica che voleva idealizzare la figura del sovrano. «Abbiamo invece trovato geni come STEVOR, AMA1, o MSP1, tipici di Plasmodium falciparum, oltre ai segni della malattia di Kohler di tipo II, un’osteocondrosi che però di per sé non poteva essere responsabile della morte».
Anomalie ossee sono state riscontrate anche in altre mummie, la cui identificazione era sconosciuta o dubbia, e che oggi hanno finalmente un nome: dall’esame del DNA, del gruppo sanguigno e delle caratteristiche radiologiche e antropologiche dei resti, gli scienziati hanno potuto individuare o confermare quali appartengono con ogni probabilità ad Akhenaton, padre di Tutamnkhamon, alla madre e alla nonna paterna.



















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento