fbpx Una lontanissima galassia a spirale | Page 3 | Scienza in rete

Una lontanissima galassia a spirale

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'analisi di 306 galassie osservate in un'epoca in cui l'universo aveva solamente 3 miliardi di anni mette in luce l'eccezionale presenza di una galassia caratterizzata da una chiara struttura a spirale.

Se le galassie a spirale costituiscono la normalità nell'universo locale, esse diventano sempre più rare man mano ci si allontana nello spazio e nel tempo rendendo dunque l'individuazione della galassia Q2343-BX442 un evento davvero fuori del comune. L'annuncio dell'importante scoperta è stato pubblicato su Nature da David Law (University of Toronto) e collaboratori ed è frutto di accurate osservazioni con il telescopio spaziale Hubble e di delicate analisi spettroscopiche con il telescopio Keck II.

Gli astronomi stavano studiando un gruppo di galassie poste tutte alla medesima distanza e hanno notato che una di esse, grande più o meno come la metà della Via Lattea, mostrava la caratteristica struttura a spirale. Le analisi effettuate con il telescopio hawaiiano Keck II e il suo spettrografo OSIRIS hanno confermato che non si trattava di un miraggio, ma che quei bracci erano reali e ruotavano intorno al nucleo centrale.

Secondo Law e collaboratori all'origine della struttura vi sarebbe il passaggio ravvicinato di una galassia nana (individuata nelle immagini) che avrebbe disturbato BX442 inducendo la formazione di bracci a spirale. Basandosi su simulazioni numeriche, gli astronomi ritengono che la struttura sia di breve durata e destinata a scomparire in meno di 100 milioni di anni. Questo spiegherebbe l'incredibile rarità di simili strutture tra le galassie che popolano il giovane universo.

Sky & Telescope

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Cosa succede se Claude mette il camice ed entra in laboratorio

disegno di un computer che indossa un camice da laboratorio

Anthropic ha messo al lavoro quasi mille agenti di intelligenza artificiale per esplorare enormi archivi genetici. In appena 21 ore, Claude ha individuato un sistema molecolare sconosciuto, che potrebbe aprire nuove strade per l'editing del DNA. Ma l'entusiasmo per la scoperta si è presto scontrato con i dubbi degli esperti e con la rivendicazione di un biologo che studiava lo stesso sistema da anni, condividendo i propri risultati proprio con Claude. In realtà, comunque, gli interrogativi vanno oltre la biologia: quanto sono davvero autonome le scoperte dell'IA? E quanto può fidarsi il mondo della ricerca degli assistenti virtuali?

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Facciamo un gioco. Elenchiamo ciò che serve per mettere in piedi un laboratorio di ricerca. Un bancone, la strumentazione, guanti e camici, e naturalmente biologhe e biologi. Ora rifacciamo la lista aggiungendo qualcosa che in un laboratorio di solito manca, cioè qualche centinaio di biologi virtuali.