fbpx Le stelle più fredde | Scienza in rete

Le stelle più fredde

Primary tabs

Read time: 1 min

Le osservazioni del satellite WISE hanno permesso di scoprire sei nane brune di tipo Y, una classe di stelle la cui temperatura superficiale è solo di un paio di decine di gradi.

Costruito proprio per rilevare le deboli emissioni termiche nell'infrarosso, l'osservatorio orbitante WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha finora individuato un centinaio di nane brune sfuggite alle precedenti osservazioni. Le nane brune sono oggetti celesti che, per la loro ridotta massa, non sono riuscite a innescare le reazioni nucleari e dunque non si sono accese come le altre stelle. Per effetto della contrazione gravitazionale che le ha originate, però, emettono comunque energia termica e dunque sono osservabili nell'infrarosso.

Nella classificazione degli astronomi le nane brune di tipo Y sono quelle più fredde di tutte e tra i dati raccolti da WISE ne sono state scovate sei la cui temperatura superficiale si aggira intorno ai 25 gradi centigradi. La conferma definitiva è giunta attraverso l'analisi dei loro spettri effettuata sia con il telescopio spaziale Spitzer che con telescopi a terra.

Queste sei nane brune si trovano tutte entro 40 anni luce dalla Terra e la più vicina, denominata WISE 1541-2250, è a soli 9 anni luce di distanza, poco più del doppio di quanto ci separa da Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema solare.

NASA - WISE

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.