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L'automobilista si sbaglia

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Chi guida sottovaluta la sonnolenza che incombe. Lo ha dimostrato un gruppo di studio della Daimler, in Germania, guidato da Eike Schmidt, che ha eseguito un test su volontari invitati a guidare per quattro ore su un'autostrada, senza qualcuno con cui parlare né radio da ascoltare, affinché il viaggio risultasse più noioso. Ogni venti minuti i ricercatori chiedevano a chi era alla guida di quantificare il suo stato di veglia, confrontando la risposta ricevuta con i dati oggettivi ricevuti dalla misurazione della frequenza cardiaca e delle onde cerebrali e dalla rapidità con cui il guidatore rispondeva, premendo un bottone col pollice, a un suono prestabilito. Nel corso dell'esperimento la vigilanza è andata diminuendo: nell'ultima delle quattro ore del viaggio, sebbene gli automobilisti si dichiarassero ancora perfettamente svegli, gli strumenti svelavano che non era così. Un sistema installato sulle auto, a questo punto, potrebbe segnalare la necessità di una sosta.

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.