fbpx Inaugura a Pisa la mostra Balle di Scienza | Scienza in rete

Inaugura a Pisa la mostra Balle di Scienza

Primary tabs

Read time: 2 mins

 In occasione del 450esimo anniversario dalla nascita di Galileo Galilei, la città di Pisa ospita una grande mostra che racconta la scienza, e i suoi progressi, partendo dagli errori in cui, a volte, sono caduti anche gli scienziati più grandi.

Balle di Scienza, storie di errori prima e dopo Galileo”, che inaugura oggi, è promossa da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Scuola Normale Superiore e Università di Pisa in collaborazione con Palazzo Blu dove sarà visitabile dal 22 marzo al 28 giugno.

L’allestimento, realizzato in collaborazione con artisti esperti di interaction design e video arte (Marco Barsottini, Lorenzo Sarti, Matteo Toracellini) e progettato da Glas Architettura, propone un percorso alla scoperta degli errori, delle false credenze e delle scoperte “per caso” che hanno contribuito, nel corso dei secoli, al progresso del pensiero scientifico.  Come la storia del flogisto e dell’etere, misteriosi elementi rivelatisi poi inesistenti, o le fortunate casualità che portarono Fleming a isolare la penicillina e Becquerel a scoprire la radioattività.

Il percorso espositivo è ricco di exhibit e installazioni scenografie come il Muro tolemaico, grande videoinstallazione artistica che racconta la scienza dell’osservazione del cielo dagli antichi al medioevo; Il Dono della massa, installazione interattiva sul bosone di Higgs e il Naso di mio padre, suggestiva illusione ottica che sfrutta il fenomeno dello specchio gravitazionale. 

“Gli scienziati usano il metodo scientifico per capire e interpretare oggettivamente il mondo. – Commenta Antonio Masiero, Vicepresidente dell’Infn – Ma il metodo galileiano ci insegna anche a riconoscere gli errori e a superarli. Nella scienza, sbagliare non solo è utile, a volte si rivela addirittura indispensabile per il progredire della conoscenza”.

Ufficio Comunicazione INFN

Sezioni: 
Divulgazione scientifica

prossimo articolo

Abbiamo un grosso problema con gli incendi

incendio in montagna

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.

Foto di Mike Newbry su Unsplash

Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).