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Il morso del pipistrello

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Potrebbe essere stato risolto il mistero dei pipistrelli dal muso rugoso (Centurio senex). Finora gli zoologi si sono infatti interrogati sulle ragioni evolutive che hanno condotto questi strani animali, che vivono nel sud del Messico e sono molto difficili da vedere, a sviluppare la particolare forma del cranio che li contraddistingue, rendendo particolarmente sgradevole il loro aspetto. Elizabeth Dumont e i suoi colleghi della University of Massachusetts ad Amherst hanno scoperto che la curiosa struttura ossea consente a questi piccoli mammiferi di avere fauci molto più potenti rispetto ad altri pipistrelli della stessa dimensione che si nutrono di frutti, avvicinandole per forza a quelle dei predatori molto più grandi. «Il fenomeno si spiega in due modi» commenta la zoologa statunitense: «o nel loro habitat naturale questi animali si nutrono di frutti più duri di quanto noi pensiamo, oppure questa caratteristica evolutiva rispecchia esigenze ambientali ormai superate ma che hanno lasciato il segno».

J Zool advance online publication doi:10.1111/j.1469-7998.2009.00618.x

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Zoologia

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.