fbpx I geni della longevità | Page 34 | Scienza in rete

I geni della longevità

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo una ricerca pubblicata su Science, un complesso di 150 variazioni nella sequenza del DNA potrebbe essere utilizzato per valutare se una persona sia geneticamente predisposta per vivere fino a cento anni.

A suggerirlo sono Thomas Perls (Boston University School of Medicine) e i suoi collaboratori – tra i quali l'italiana Paola Sebastiani - al termine dello studio del genoma di 800 centenari e 254 nonagenari alla ricerca di possibili indizi sulla loro vita così eccezionalmente lunga. Da tempo si sa che, almeno fino all'età di 85 anni, la longevità ha i suoi pilastri fondamentali nell'ambiente in cui si vive e nel tipo di vita che si conduce, mentre l'aspetto genetico contribuisce solo per il 25%. Andando ancora più in là con l'età, però, il patrimonio genetico individuale diventa molto più importante ed è stato proprio questo aspetto a indurre Perls e collaboratori a effettuare la loro indagine.

L'analisi delle variazioni del DNA e le loro combinazioni hanno così portato i ricercatori a stabilire quante e quali variazioni possano costituire un affidabile indicatore della predisposizione genetica alla longevità. Le 150 varianti genetiche individuate assicurano una accuratezza del 77%.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Quando l'open access diventa pay to publish

sbarra che blocca un articolo open access

L'accesso aperto alla conoscenza è un principio giusto. Ma se il costo passa dai lettori agli autori, la libertà della ricerca rischia di dipendere dai fondi disponibili.

Immagine di copertina realizzata a partire da illustrazione creata con ChatGPT

L'open access nasce da un'idea logica, semplice e condivisibile: i risultati della ricerca scientifica, soprattutto quando finanziata con fondi pubblici, devono essere accessibili a tutti. Non solo agli studiosi delle università più ricche, non solo agli abbonati delle grandi biblioteche, non solo a chi può permettersi il costo spesso molto elevato degli articoli scientifici.