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Higgs ancora non si vede

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Alcuni giornali hanno rilanciato, lunedì 25 aprile, la notizia già circolata nel fine settimana scorso, della osservazione da parte dei ricercatori dell'esperimento ATLAS di LHC, di un bosone di Higgs. Una scoperta che sarebbe stata clamorosa, ma che purtroppo non è vera. La smentisce prima di tutto la responsabile dell'esperimento ATLAS, Fabiola Gianotti: "quello che è stato pubblicato su un blog da alcuni ricercatori di ATLAS è solo un picco di eventi come ne abbiamo avuti tanti nei mesi scorsi - spiega Fabiola Gianotti - non c'è nessuna evidenza, e comunque nessuna statistica significativa, che si tratti i un bosone di Higgs. Certo, questi dati, questo picco, verranno esaminati come tutti gli altri picchi avuti in passato. Ma questo non autorizza nessuno a parlare di scoperta". I media sono stati eccitati dalla comparsa di un memo interno del CERN, apparso sul blog di un matematico della Columbia University, Peter Woit. 

Comunicato stampa INFN

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Fisica

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.